Via della Palla 3 - 20123 Milano
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EVOLUZIONE DI PERCORSI ACCADEMICI IN UN GEMELLAGGIO TRA ITALIA E COREA DEL SUD

La galleria ARTESPRESSIONE di Paula Nora Seegy conferma il suo interesse nel promuovere l’arte giovanile e apre la stagione espositiva 2014/15 con la mostra EVOLVING che, a partire da giovedì 16 ottobre 2014, darà spazio a due progetti realizzati da giovani artisti di formazione accademica, in una mostra/gemellaggio tra Italia e Corea del Sud a cura di Matteo Pacini. In questa occasione la galleria farà da contenitore a due mostre a confronto; l’una realizzata da un gruppo di artisti umbri, ex studenti dell’Accademia Pietro Vannucci di Perugia, l’altra che coinvolge artisti provenienti da diverse accademie e scuole d’arte coreane, creando un’interessante dialogo di poetiche artistiche in pieno sviluppo dopo il percorso accademico.

“E’ sottoterra che nascono i fiori” è il nome del primo progetto ideato da Elena Dati, Paolo Romani, Diletta Rondoni e Antonio Rossi, ex allievi dell’artista Sauro Cardinali. Dietro l’apparente contraddizione in termini del titolo si cela la metafora dell’entusiasmo giovanile nei confronti del processo creativo e della ricerca artistica che è fatica e dedizione. L’intuizione artistica germoglia come un seme nel profondo dell’interiorità individuale e, in un periodo storico complesso e sovraccarico di stimoli e suggestioni, ha bisogno di cure e protezione per svilupparsi e sbocciare in tutto il suo splendore.

Arrivano dall’Oriente gli ideatori del secondo progetto dal titolo “Orange Bridge”, ponte immaginario di colore arancione che collega artisti formati in diverse accademie coreane con gallerie e spazi espositivi a Milano. Con lo scopo di promuovere talenti coreani in Italia, Orange Bridge, nel solo 2014, ha già organizzato 13 esposizioni tra la periferia e il centro città. Tra le ultime partecipazioni ricordiamo: - “Concerti di periferia” (giugno 2014) serie di mostre di pittura in accompagnamento a un programma musicale itinerante di concerti organizzati presso numerose sedi pubbliche e private in tutto l’hinterland milanese. - “Shocked Korea" live performance realizzata il 17 giugno 2014 presso la Fabbrica del Vapore a seguito della mostra realizzata nello spazio Emmaus di Milano dopo il tragico affondamento del traghetto SEWOL (mostra dal 13/20 giugno 2014). - “Wonderwalls”, partecipazione alla mostra collettiva internazionale organizzata presso la Fabbrica del Vapore di Milano dal 9 al 20 luglio 2014.

Sabato 11 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo 2014 organizzata dall’AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), sarà possibile visitare presso la galleria una preview della mostra con una selezione di opere.

Il VERNISSAGE della mostra si terrà presso la galleria Artespressione in Via della Palla 3 a Milano, giovedì 16 ottobre alle ore 18.00

EVOLVING è inserita nel programma di BRERART 2014, mostra diffusa nel territorio milanese durante la Settimana dell’Arte Contemporanea, che avrà luogo dal 22 al 25 ottobre 2014. Nel 2013 BRERART ha coinvolto 95 tra musei, istituzioni pubbliche e private, fondazioni e associazioni culturali, gallerie, palazzi storici, showroom, luoghi di Brera e di Milano oltre a 464 artisti italiani e internazionali.

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COMUNICATO STAMPA

Dal 29 maggio al 29 giugno 2014, presso la galleria milanese Artespressione di Paula Nora Seegy, inaugurerà “Duetto in materia di musica”, una mostra bi-personale a cura di Matteo Pacini degli artisti Andrea Pinchi e Domenica Regazzoni che, attraverso una selezione di opere, si confronteranno sul tema della musica. Provenienti entrambi da rinomate tradizioni artigianali familiari (figlia di un celebre liutaio di fama internazionale la Regazzoni e appartenente a un’antica famiglia di maestri organari Pinchi), i due artisti vivono sin dall’infanzia immersi nella musica. All’interno dei laboratori paterni vengono a stretto contatto con gli utensili e le componenti degli strumenti musicali che i sapienti genitori artigiani andavano costruendo o restaurando.

Andrea Pinchi utilizza mantici e carte ossidate, lastre di malleabile piombo, legni quattrocenteschi e pelli animali derivanti dalla complessa struttura degli organi. Questi materiali vanno a creare nelle sue opere composizioni su fondi spesso monocromatici che “evidenziano la seconda vita di accessori che hanno perso la loro funzione”. (Maurizio Coccia - L’angelo (nuovo) della storia - dal catalogo della mostra Organbuilding Rebirth Project).

Domenica Regazzoni dedica alla musica una parte importante della sua carriera artistica. Attraverso la celebrazione dell’attività di grande liutaio del padre Dante utilizza parti di violini, casse armoniche, manici, ponticelli, riccioli e corde, dando vita ad opere “volte ad evidenziare, sia pur metaforicamente, quel connubio – così spesso tentato e quasi sempre fallito - tra le due arti, quella visiva e quella sonora” (Gillo Dorfles - I violini risuscitati di Domenica Regazzoni, dal catalogo della mostra: Scolpire la musica – Skira editore).

Le parti o gli scarti della costruzione di strumenti musicali che, assemblati fra loro, recuperati e ripensati, entrano a far parte delle loro opere materiche, rappresentano il mezzo ideale per esprimere poetiche che, pur distinte da esperienze e carriere artistiche differenti, risultano particolarmente affini e per certi versi complementari, dando la sensazione di un armonico duetto musicale a suon di violino e organo.

La mostra, che inaugurerà giovedì 29 maggio 2014 presso la galleria ARTESPRESSIONE di Via della Palla 3 a Milano, sarà visitabile fino al 29 giugno secondo i consueti orari di apertura della galleria: dal martedì al sabato dalle ore 12 alle ore 19. Al vernissage saranno presenti gli artisti.

BIOGRAFIA DEGLI ARTISTI

DOMENICA REGAZZONI

Nasce in Valsassina (Lecco) nel 1953. Inizia a dipingere nei primi anni Settanta frequentando i corsi serali all’Accademia di Brera.A poco a poco abbandona la pittura figurativa per passare a un’impostazione più astratta e informale.Dai primi anni Novanta la sua opera è volta a cercare un punto d’incontro tra pittura, scultura, musica e poesia, alla ricerca delle intime affinità che legano colore e materia, suono e parola. Nel 1992, a cura di Giorgio Seveso, illustra per la collana "All’insegna del pesce d’oro" di Vanni Scheiwiller "Canto segreto", una raccolta di poesie di Antonia Pozzi. Ispirandosi alle più poetiche canzoni di Mogol e di Lucio Dalla nascono le mostre “Colore Incanto” (catalogo a cura di Paola Gribaudo, Torino) e “Regazzoni & Dalla” (catalogo Galleria Blu, Milano). Vengono realizzate esposizioni personali a Tokyo (Ginza Center Point Gallery, 1997) e in spazi pubblici di numerose città italiane, tra le quali Bergamo (Centro Culturale San Bartolomeo, 1996), Milano (Fondazione Stelline, 1998), Roma (Complesso del Vittoriano, 2000) e Bologna (ex chiesa di San Mattia, 2001).

Nel 2000 pubblica una monografia ispirata alla poesia Haiku, edita da Viennepierre. Nello stesso anno, in seguito alla scomparsa del padre Dante Regazzoni, grande liutaio lombardo, nasce l’esigenza di realizzare la mostra “Dal Legno al Suono” (catalogo Skira, Milano, a cura di Gillo Dorfles, 2003) ispirata all’arte della liuteria. L’esposizione, di volta in volta arricchita da nuovi lavori, viene presentata a Firenze (Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, 2003), Milano (Teatro dal Verme, 2004), Lecco (Museo Civico di Villa Manzoni, 2005), Roma (Auditorium Parco della Musica, 2006).

Le esposizioni ispirate alla liuteria proseguono nel 2006 con “Lo spartito del sogno” alla Compagnia del Disegno di Milano, a cura di Domenico Montalto. La mostra viene riproposta in una nuova versione nel 2008 all’Università Bocconi ed alla Miyawaki Gallerie di Kyoto con il titolo "From wood to sound". Nell'ottobre dello stesso anno inaugura al Museo Internazionale e biblioteca della musica di Bologna la mostra "Scolpire la musica" (catalogo Skira a cura di Martina Corgnati). Nel 2009 una sua opera in bronzo "The Giant Violin" è stata collocata nella piazza dell'Università di Bucarest. Nel 2010 il Comune di Sestri Levante ha organizzato una mostra retrospettiva sui dipinti ispirati alla città ligure creati durante i frequenti soggiorni avvenuti negli anni '80. Nel 2011 ha partecipato con alcune opere all'esposizione organizzata al Palazzo delle Esposizioni di Torino nell'ambito degli eventi correlati alla 54ª Biennale di Venezia. Nel 2012 due mostre personali in Cina sono state allestite allo Shanghai Italian Center e a Suzhou. A novembre ha partecipato ad Art Fair di Shanghai, esposizione internazionale d'arte. Nel mese di aprile e maggio del 2013 è ritornata a Shanghai per una mostra personale alla Tongji University organizzata dal dipartimento di Architettura e Pianificazione Urbanistica. Nell'ottobre dello stesso anno ha tenuto una personale alla galleria nord del Parlamento Europeo a Strasburgo. Nel campo dell’arte grafica ha collaborato per diversi anni fino alla sua recente scomparsa con Giorgio Upiglio.

ANDREA PINCHI

“Sono nato nel 1967 in una famiglia di organari, dove è normale piegare i materiali al primato dell’arte. Con loro ho visto nascere opere uniche, come il monumentale organo meccanico dell’Aula Liturgica San Pio di Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. Da designer ho collaborato con architetti come Renzo Piano, Bruno Signorini e Stefano Trucco. Mi sono dedicato all’arte sacra, insieme a Rachele Biaggi ed Alessia Porfiri. Ho contribuito a far rinascere oltre cento antichi organi, preziosi strumenti dimenticati nell’oblio. Ma ora sono tornato ad un amore che è stato il primo: dipingere, scolpire ed installare, un visual artist, come si dice oggi…ho iniziato a dipingere da bambino, passando tempo indimenticabile con il pittore genovese Nereo Ferraris (1911-1975) compagno di mia zia, Maria Pia Pinchi, figura fondamentale per la mia formazione culturale ed artistica. Da ragazzo ho iniziato ad occuparmi al design grazie ad Alberto Valeri amico e collaboratore di mio padre Guido. Tra il 1989 ed il 1996 sono stato in contatto con Aurelio De Felice (1915-1996) al quale devo l’amore per la ricerca di vie espressive dell’anima e per la continua sperimentazione. Oggi amo ridare vita a ciò che era destinato ad essere rifiuto dopo secoli di vita gloriosa, materiali unici di opere uniche, gli organi storici a canne, che per centinaia di anni hanno vissuto di respiro, vibrazioni, che hanno emozionato intere generazioni… ora devono riposare e continuare a brillare, diversamente. Dopo l’invito ad esporre a Zwinglihaus/Basel, nell’autunno del 2010,  il comune di Foligno mi ha offerto la possibilità di allestire, nei prestigiosi ambienti del Museo Palazzo Trinci, la mostra “Organbuilding Rebirth Project” dal 28 maggio al 24 giugno 2011 a cura di Maurizio Coccia. Mentre era in corso la mostra di Foligno sono stato invitato a partecipare alla Biennale di Venezia – padiglione Umbria/Palazzo Collicola di Spoleto, a cura di Gianluca Marziani,  dove dal 25 giugno al 29 ottobre 2011 sono state esposte tre mie opere. La partecipazione alla Biennale di Venezia mi ha dato l’opportunità di farmi conoscere dal grande pubblico, di farmi apprezzare dalla critica ed anche dai colleghi. Da questa esperienza è nata l’amicizia con Davide Pompili e l’invito a partecipare il 9 luglio 2011 alla mostra “6 in art” della dada Gallery di Foligno ed a far parte della galleria insieme agli altri artisti. Recentemente ho iniziato a collaborare anche con le gallerie: il Canovaccio di Terni, Die Mauer di Prato e Blackwall di Basilea, dove il 6 gennaio 2012 si è conclusa con successo la mia seconda mostra personale in Svizzera “Organbuilding Rebirth Project“. Nella primavera 2012, su invito della Fondazione Varrone della Cassa di Risparmio di Rieti, si inaugurerà la mia personale “Pincbau” da un’idea di Maurizio Coccia”.

ARTESPRESSIONE Via della Palla 3 20123 Milano pnseegy@artespressione.com mpacini@artespressione.com www.artespressione.com

ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

Con l’avvicinarsi degli importanti appuntamenti milanesi dedicati alla fotografia, Photofestival e MIA FAIR, la galleria milanese ARTESPRESSIONE di Paula Nora Seegy presenta un progetto espositivo a cura di Matteo Pacini sull’artista e fotografo MAURIZIO GODOT VILLANI intitolato “ANTROPOLOGIA VISIVA”. La mostra, inserita nell’ambito delle 140 esposizioni fotografiche in programma per l’edizione di Photofestival 2014, presenta una serie di opere fotografiche (e non solo) dell’artista. Toscano di adozione, Godot torna alla scena artistica dopo una parentesi di esperienze altre e riprende a comunicare con racconti fotografici che, pur nella differenza formale e nello sguardo più sofisticato, si riannodano concettualmente ai lavori precedenti. Attraverso geometrie razionali e rigorose, Godot ordina lo spazio inquadrandolo. Ora, oggetti inanimati di sapore nouveau réaliste assumono significati nuovi, soddisfacendo la tendenza compulsiva dell’autore a cambiare la natura delle cose, scovandone l’ambiguità interpretativa a seconda del punto di vista dal quale le si osserva. Tramite il filtro virtuale del medium fotografico, Godot assembla oggetti trovati durante peregrinazioni e viaggi, sciogliendo la fissità dei codici comunicativi e estrapolando il latente surrealismo insito nella realtà quotidiana. I suoi racconti fotografici, pur sviluppandosi in totale assenza dell’uomo in carne ed ossa, trasudano richiami alla sua costante presenza attraverso le azioni da esso compiute su ambiente e oggetti di cui Godot, con sottile ironia, ritaglia le forme esaltandole nei loro profili.

“A dispetto della purezza geometrica che Godot celebra nei suoi lavori fotografici, il suo sguardo d'artista è attratto dall'infrazione inattesa. La regolarità formale consegna infatti un oggetto nel suo sembiante, ma lo scarto che vi si aggancia per caso - la ragnatela intorno alla statua del vescovo, la palla intrappolata tra San Nicola e la nicchia, l'apparizione di una colomba nel vuoto di San Galgano - apre a invenzioni narrative che vanno ben oltre il dato. Così, quanto si immagina si sovrappone a ciò che si vede, il limite visivo è sempre superabile e superato”.    (Da un testo di Silvia Ferrari Lilienau)

Tutte le opere esposte rappresentano diversi racconti fotografici come manifestazioni visive del comportamento umano. La stampa di tutti i lavori è realizzata in Diasec®, supporto di altissima qualità che, oltre a garantire durata e stabilità nel tempo, esalta il contrasto cromatico e valorizza i dettagli più impercettibili, conferendo alle immagini profondità, trasparenza e intensità sorprendenti.

Al vernissage, che si svolgerà giovedì 10 aprile 2014 alle ore 18 presso la galleria Artespressione in via della Palla 3 a Milano, sarà presente l’artista.

ARTESPRESSIONE Via della Palla 3 20123 Milano pnseegy@artespressione.com mpacini@artespressione.com www.artespressione.com

ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Godot si divide tra la ricerca artistica e il mare, ora concentrandosi sull’una, ora sull’altro, senza mai rinunciare a uno dei due estremi della sua oscillazione. Espone dal 1985. Partito dalla poetica dell’objet trouvé, è poi approdato a racconti fotografici che a quella poetica si ricollegano pur nella rarefazione concettuale. L’esperienza più recente cuce tra loro le due fasi creative, vedendolo impegnato in assemblaggi di immagini e oggetti. Ha base in Toscana, ma è più spesso in viaggio che stanziale.

Una specie di biografia

“Ho vissuto l'infanzia in Lombardia, un anno in Liguria e poi mi trasferisco in Toscana, dove mi fermo per studi, lavori, passioni, metto radici e creo il centro dei miei interessi. Ho fatto un paio di anni di medicina, poi ho strambato verso il DAMS di Bologna dove ho avuto la fortuna di respirare le lezioni di Eco, Squarzina, Barilli, Nanni, Calabrese, Zannier, Marra, Alinovi etc. Sono gli anni d'oro di Bologna, il primo Dams, che ti propone stimoli ed acquisizioni culturali di confine. Non hai chiara la strada dei percorsi ma ben chiara la strada del metodo. Si vive con piena passione questo scambio di conoscenze e poi si farà quel che si sarà, ammesso si abbia qualcosa da raccontar. La strada dello "studiare per diventare" è già abbandonata. La Francesca Alinovi, assistente di Barilli, e relatrice della mia tesi sulle performance d'avanguardia, mi manda al MOMA di New York a studiare, poi 44 coltellate di un suo scellerato amante le fermano la vita. Io inizio a fare. I miei primi lavori escono subito dalla tela e dalla bidimensionalità. La mia tavolozza si rompe e si riempie di colori dal mondo, di oggetti recuperati, di mie fantasie. Delimito tutte queste in teche, e un abile e paziente corniciaio le chiude. Poi comincio a trasportarle per gallerie. Il terzo occhio, la macchina fotografica, mi accompagna sempre, già dall'adolescenza. Mi guadagno da vivere, durante i primi anni, con musica e fotografia. Poi  arriva l'emisfero vela e mare, la foto rimane, la vela prende il sopravvento, da passione si trasforma in lavoro ma rimane necessità, bisogno di navigare. Navigo tanto, a mo’ di Caronte. Alterno mare e lavoro di comunicazione concettuale, è un periodo con numerose personali, sono presente consecutivamente per anni ad Arte Fiera Bologna. Il mio impegno, nella mia testa, è cercare di essere testimone del tempo che vivo, per me stesso prima di tutto, provo a desumere quel che recepisco, ma non so se riesco a collegare pensieri a produzioni. Questo lavoro di antropologo visivo viene oscurato bellamente alla fine del secolo, quando mi dedico ad un progetto di portualità in Toscana. Questo impegno mi prende in maniera totale fino al duemila dodici, quando ricomincio a lavorare, con linguaggi nuovi e torno ad esporre a Torino, a Pietrasanta, a Verona. Poi, siamo giunti ad ora e ad oggi, vediamo quel che sarà…”

 Godot

MOSTRE E PARTECIPAZIONI A FIERE NEGLI ULTIMI DUE ANNI

- MILANO, MIA Milan Image Art, dal 21 al 24 maggio 2014

- REGGIO EMILIA, FOTOGRAFIA EUROPEA, circuito OFF, sagrestia della chiesa di San Filippo Neri, FAR, dal 2 maggio al 15 giugno 2014

- ROMA, di che pasta siamo, evento Boffi, 27 marzo 2014

- VERONA e PIETRASANTA, galleria PH-NEUTRO, 2013 e 2014

- TORINO, Photissima Art Fair, dal 6 al 10 novembre 2013 galleria Artespressione Milano.

- PIETRASANTA, galleria VETRINA di SUSANNA ORLANDO, dal 12 gennaio al 10 febbraio 2013

- TORINO, galleria NB, personale dal 9 al 25 novembre 2012

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COMUNICATO STAMPA

Dal 13 marzo al 5 aprile 2014, presso la galleria Artespressione di Milano diretta da Paula Nora Seegy, prenderà il via la mostra “Poetica inquietudine”, personale dedicata dell’artista Paolo Staccioli, toscano di Scandicci classe 1943. L’esposizione, curata da Matteo Pacini, propone dopo anni di assenza dalla scena milanese una quindicina di opere rappresentative di un grande maestro di fama internazionale, ampiamente apprezzato per la sua esperienza nelle tecniche di lavorazione della ceramica e da poco protagonista di un’importante antologica dal titolo “Le cortesie, le audaci imprese io canto”, curata da Anita Valentini presso la Loggia della Limonaia di Palazzo Medici Riccardi a Firenze. La mostra “Poetica inquietudine” conclude il dittico di questa piccola ma significativa rassegna espositiva dedicata alla ceramica, iniziata con la mostra “Initiation” dell’artista calabrese Stefania Pennacchio. Due artisti per molti aspetti differenti, ma con un tratto in comune che li unisce indissolubilmente: l’attaccamento alla propria terra d’origine, La Calabria per Stefania Pennacchio, la Toscana per Paolo Staccioli. La “poetica Inquietudine” di Paolo Staccioli è la capacità di posare i protagonisti dei suoi racconti e dei suoi viaggi in una atmosfera che oscilla fra la Metafisica e il Surrealismo.

Impeccabili nei loro abiti, i personaggi che escono dalle mani di Paolo Staccioli sono viaggiatori di idee, trasportatori di culture e tradizioni. O più semplicemente “viaggiatori a riposo” per usare le stesse parole dell’artista. Nelle borse o nelle grandi palle che portano con loro, a piedi oppure su cavallucci da giostre di paese, seduti su mappamondi dorati o su altalene che ricordano la luna, gli uomini e le donne di Staccioli non hanno movimento apparente. Non fanno rumore. Eppure guardandoli attentamente ci si accorge quasi subito che ognuno di loro ha tanto da raccontare, ognuno una vita piena di storie e di emozioni. Il movimento è assente in superficie, ma costante in profondità.

Ed è proprio nel profondo che l’artista svela la propria poetica. Ecco perché, come sottolinea Matteo Pacini nel testo in catalogo: “L’inquietudine di cui Paolo Staccioli infonde i suoi personaggi però non genera ansia e turbamento, non è così manifesta da balzare agli occhi dello spettatore che osserva. Si cela dietro la raffinatezza e l’eleganza delle forme longilinee e stilizzate, iridescenti e lucide. Emerge solo a uno sguardo attento e approfondito”.

Al vernissage, che si terrà giovedì 13 marzo 2014 a partire dalle ore 18 in via della Palla 3 a Milano, sarà presente l’artista.

PAOLO STACCIOLI

Nato a Scandicci nel 1943, Paolo Staccioli inizia la sua esperienza di artista negli anni Settanta del Novecento, esordendo come pittore e facendosi presto notare in ambito locale. Al principio degli anni Novanta la necessità di sperimentare nuovi linguaggi espressivi lo spinge a Faenza, nella bottega di un ceramista locale, Umberto Santandrea, dove apprende le tecniche di quest’arte. È qui che Staccioli realizza i suoi primi vasi, dapprima con la tecnica della ceramica invetriata, poi sperimentando la cottura a “riduzione”, che gli consente di ottenere straordinari effetti d’iridescenza e lucentezza. Ottenuta assoluta padronanza del mestiere, Staccioli allestisce nel suo studio di Scandicci, nei pressi di Firenze, un laboratorio, dove continua autonomamente e quotidianamente a misurarsi con l’uso del fuoco e degli ossidi di rame, dando vita a una miriade di vasi che riveste con fantastici racconti pittorici, fissati definitivamente dalla smaltatura a lustro. È con queste opere che ottiene i primi successi, facendosi notare in mostre personali e collettive, nonché in occasione di importanti manifestazioni culturali: le sue ceramiche, dal forte effetto metallizzato e dallo smalto scintillante si impongono presto, per eleganza e originalità, nel panorama artistico non più solamente fiorentino, ma nazionale. I personaggi che in questa fase popolano la superficie delle sue ceramiche (giostre di cavalli giocattolo sospesi nell’aria e accompagnati da putti alati, suonatori di trombe, bambole e Pulcinella) presto si guadagnano la terza dimensione, divenendo sculture che tuttavia non perdono l’accento di accadimento fiabesco, estranee come sono ad ogni nozione di tempo e luogo: forme idealizzate memori della statuaria preromana, etrusca in particolare, sulle quali interviene la policromia della ceramica, a rendere un vigoroso effetto di masse in contrasto. Guerrieri, viaggiatori, cardinali e cavalli si aggiungono ben presto alla folla già nutrita dei fantastici personaggi ed iniziano, dalla seconda metà degli anni Novanta, ad animare importanti collezioni pubbliche e private, italiane ed estere. Nei primi anni del Duemila, nella volontà di sperimentare nuovi materiali e, con questi, altre dimensioni espressive, Staccioli inizia a trasferire – senza comunque mai abbandonare l’amore per la lavorazione delle terre – le sue forme nel più duraturo bronzo, passando dalle ricerche con gli ossidi di rame a quelle con le patine metalliche. È in questa più recente fase che le sue figure acquistano una monumentalità prima ignota, che ancor più tende a fissare in una dimensione al di fuori del tempo i suoi cavalli e i suoi guerrieri. Molti i riconoscimenti tributati all’artista, in particolare nell’ultimo decennio, da pubblico e critica, e molte le partecipazioni a premi ed esposizioni che hanno consentito a Paolo Staccioli di conquistare un posto di assoluto prestigio panorama artisticocontemporaneo.

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ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

Dal 13 febbraio all’ 8 marzo 2014, presso la galleria milanese Artespressione di Paula Nora Seegy, sarà in mostra un nuovo ciclo di sculture realizzate dall’artista calabrese Stefania Pennacchio dal titolo “INITIATION”. La mostra, a cura di Matteo Pacini, propone un percorso di circa venti sculture in terracotta, realizzate in tecnica raku e altre tecniche sperimentali, riguardanti i molteplici aspetti del complesso universo femminile decifrato attraverso la reinterpretazione della mitologia classica, archetipo che lega profondamente l’artista alla sua terra d’origine, la Calabria.

Per “iniziazioni” s’intende il complesso di esperienze fisiche e spirituali attraverso le quali la donna accede alle varie fasi della vita. In questo caso l'indagine estetica si muove tramite la narrazione dei percorsi di confronto tra il mondo del femminile e tutto ciò che è esterno ad esso e in particolare con lo speculare maschile, in un’epoca storica che pone tragici fatti di cronaca a testimonianza di un rapporto complesso e spesso tragico tra uomo e donna. Dalla nascita e dal primo approccio con il mondo maschile, rappresentato dalla figura paterna, il percorso passa per l’infanzia e le insicurezze dell’adolescenza, attraverso la sessualità traumatica e bellissima al tempo stesso e alla maternità quale materializzazione della capacità di custodire e generare vita. Si arriva poi alla maturità e al decadimento fisco, al quale corrisponde la sublimazione della mente e dell’anima, per finire con la morte, ultima delle “initiation”, che congiunge all’infinito e alla circolarità della vita.

La mostra, realizzata in collaborazione con Federica Morandi Art Projects e PACMAT_art_in_progress, è la prima di una serie di appuntamenti che vedranno la ceramica al centro del programma espositivo della galleria ARTESPRESSIONE che, dopo Stefania Pennacchio, presenterà da metà marzo a metà aprile una mostra personale dedicata al maestro toscano Paolo Staccioli, seguita da una collettiva ispirata alle varie tecniche sperimentali di realizzazione della ceramica.

ARTESPRESSIONE Via della Palla 3 20123 Milano pnseegy@artespressione.com mpacini@artespressione.com www.artespressione.com

ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

Da giovedì 12 dicembre 2013 a sabato 1 febbraio 2014, presso la galleria Artespressione di Paula Nora Seegy a Milano, saranno in mostra una serie di opere dell’artista siciliano ANTONIO SCIACCA, fondatore negli anni ’90 del “Metropolismo”, movimento pittorico e culturale che affronta criticamente tematiche sociali e attuali quali il consumismo e la griffe come status symbol. La mostra, a cura di Matteo Pacini e Andrea Grisanti, è organizzata in collaborazione con un circuito di gallerie tra le quali la Bontadosi ArtGallery di Montefalco, la Selective-Art di Parigi, Antiche Carte di Ragusa, Maurizio Salici Antiques & Lifestyle e con il supporto di PACMAT_ART_IN _PROGRESS. L’inaugurazione si terrà giovedì 12 dicembre a partire dalle ore 18 in via della Palla 3.

“Come lo spazio metropolitano assembla eventi e persone diverse tra loro e la televisione luoghi e personaggi lontani, così gli artisti del Metropolismo utilizzano internazionalmente la pittura come luogo di condensazione di immagini superficialiste che si danno all’occhio dello spettatore per la loro resa puramente visiva, per il loro decoro figurativo e il marchio di provenienza”.                                        (Achille Bonito Oliva)

Contraddistinto da una figurazione realistica e dal sapore fiammingo per precisione e cura dei dettagli, Sciacca espone in questa mostra una serie di ritratti di statue del XVII e XVIII secolo, raffiguranti la Vergine e Sante. Dalla struttura in legno simile a manichini, queste statue devozionali venivano impreziosite con abiti in seta e esibite in processioni o esposte sugli altari delle chiese. Sciacca le ritrae spoglie dai loro ornamenti. I volti delicati e rifiniti contrastano con la nuda materialità della struttura sottostante (a forma di gabbia per favorire le forme degli ampi abiti) dando vita a composizioni illogiche e a tratti inquietanti, dove l’artista ironicamente unisce spesso elementi contraddittori e incoerenti, tipici di epoche differenti.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Antonio Sciacca nasce il 13 maggio 1957 a Catania, dove si diploma all'Accademia delle Belle Arti. Nel 1978 è selezionato dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma per partecipare alla mostra Internazionale d'Arte Moderna di Glasgow, conseguendo riconoscimenti e ottimi riscontri da parte della critica. In occasione della stesura della sua tesi di laurea sui riferimenti letterari nell’arte di Francis Bacon, ha modo di conoscerlo e intervistarlo personalmente nel suo studio di Londra. Conosce inoltre Alberto Burri nel 1980 con il quale entra in affettuosa amicizia e frequentazione. Sia Burri che Bacon esprimono giudizi positivi sulle sue capacità artistiche e sulla sua pittura. Nel 1983 il critico d'arte francese Pierre Restany si reca nel suo atelier di Catania per approfondire la ricerca pittorica che l'artista sta conducendo intorno alle "Metamorfosi dell'essere umano” e proprio sull’argomento, il celebre critico scriverà il testo "Fantasmi Familiari". Negli anni 80 anche Alberto Sala, critico del Corriere della Sera, scrive su di lui. Nel 1987, visitando in compagnia del pittore toscano Nico Paladini l'esposizione "Internazionale d'Arte" di Milano, arriva l’ispirazione per redigere il manifesto "Dichiarazione di Metropolismo". Fu la nascita di un importante movimento che, grazie alla teorizzazione di Achille Bonito Oliva, coinvolgerà artisti internazionali in esposizioni in Italia ed Europa. Scrivono di lui, tra gli altri, critici quali Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio. Sciacca è attualmente docente della cattedra di pittura all’Accademia d’Arte e Restauro di Nike a Catania, dove vive e lavora.

MADONNE IN GABBIA

Matteo Pacini

Con la precisione fiamminga che lo contraddistingue nella ricerca e nella cura per il dettaglio, Antonio Sciacca propone in questa mostra una serie di “nature morte” perfettamente rappresentative di quel movimento nato intorno agli anni Novanta del secolo scorso del quale è tra i massimi esponenti nonché fondatore: il Metropolismo. Nelle “Madonne in gabbia” di Sciacca, infatti, non vi è nulla di umano. Si tratta di composizioni di oggetti che dell’uomo ricordano solo l’aspetto, le sembianze, traducendo in immagini la teoria di Achille Bonito Oliva secondo la quale nel Metropolismo “la pittura diventa pubblicità della pittura, chiamata a raccolta di immagini colte e oggetti status symbol nobilitati per la loro griffe e abilitati a partecipare al nuovo banchetto iconografico”. L’uomo, se rappresentato, diviene “calco vuoto e stampella di abiti firmati”, imbambolato nella sua condizione di ammutolita passività, esposto all’ossessionante martellamento mediatico dalle immagini televisive e pubblicitarie. Ciò si traduce in un’arte dal sapore onirico e metafisico, dove accostamenti inconsueti di “oggetti” incongruenti, ricordano le caotiche sequenze di stimoli alle quali quotidianamente lo spettatore è sottoposto nel corso delle sue “lunghe maratone televisive”, tra video clips, film, pubblicità, reality show. Il risultato è una figurazione “che si offre agli occhi dello spettatore per la sua resa puramente visiva e per il mero decoro figurativo” in atmosfere misteriose, a tratti inquietanti. Le Madonne che Sciacca ritrae sono reali; autentici oggetti di culto della tradizione cristiana siciliana, statue devozionali del XVI e XVII secolo spogliate delle preziose vesti in seta che le abbellivano durante processioni o i riti di venerazione sugli altari delle chiese. Mostrando il contrasto fra la bellezza dei volti rifiniti e delicati e la nuda materialità della struttura sottostante che per funzionalità rinunciava a qualsiasi formalismo estetico (a forma di gabbia per favorire le forme degli ampi abiti), Sciacca insiste, come sostiene Vittorio Sgarbi, sulla bellezza come valore tanto più suggestivo se risulta “disumano” e “artificiale”, lasciando allo spettatore, oltre che un’intricata matassa di enigmi da sbrogliare, la libertà di dare un senso e un’interpretazione personale a quel linguaggio ermetico ma intrigante.

ARTESPRESSIONE Via della Palla 3 20123 Milano pnseegy@artespressione.com mpacini@artespressione.com www.artespressione.com

ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

Dopo la pausa estiva, la galleria Artespressione diretta da Paula Nora Seegy, riapre la stagione di esposizioni previste per il 2013/14 giovedì 26 settembre alle ore 18.00, con una particolarissima mostra a cura di Matteo Pacini intitolata “Appunti di viaggio”. Saranno presentati una serie di disegni a tecnica mista su carte di diverso genere, realizzati dall’artista calabrese Maurizio Cariati, noto ormai nel panorama dell’arte contemporanea degli ultimi anni per le sue tele “estroflesse”. Realizzate grazie all’inserimento di masse di schiuma poliuretanica tra il telaio e la tela (quasi sempre di juta), Cariati crea nelle sue opere personaggi bizzarri, tra il ritratto e la caricatura, di conoscenti, personaggi noti, animali, che sembrano voler fuoriuscire dalla tela, creando nello spettatore un misto tra curiosità e divertimento. Un divertimento apparente, che nasconde però il cinismo e la superficialità della società moderna, sopraffatta dalla voglia di un continuo raggiungimento della perfezione. La serie di disegni presentati in questa occasione, rappresenta una sorta di “excursus”, dove nessun filo logico lega tra loro schizzi di partenza per la realizzazione di opere estroflesse, semplici studi o opere a sé stanti. Il “viaggio” diventa un pretesto per annotare diverse situazioni e soggetti in qualsiasi momento, ma è soprattutto metafora del percorso professionale dell’artista, rappresentando quindi una sorta di diario nel quale Cariati ha immortalato impressioni e idee, che ora per la prima volta vengono presentati al pubblico in questo progetto espositivo.

L’ARTISTA

Maurizio Cariati nasce a Cosenza nel 1983. Compie gli studi presso l’istituto d’arte di Castrovillari con specializzazione nel settore metalli. Nel 2010 consegue il diploma di II livello in Arte Visive presso l’Accademia di Brera. All’età di 22 anni vince il Premio Celeste nella categoria studenti. Ha inizio la sua carriera artistica. Tra le sue mostre personali ricordiamo: una bi-personale con Enrico Baj alla Galleria Studio2 di Faenza, al Chiostrino di Sant’Eufemia a Como, alla Galleria Glauco Cavaciuti a Milano, alla Galleria GiaMaArt Studio di Vitulano (BN), e una bi-personale con Marco Grassi alla Loft Gallery di Corigliano Calabro (CS). Ha esposto in vari spazi pubblici e privati di rilievo tra i quali: Palazzo della Permanente e Palazzo Mezzanotte a Milano, Castello Estense a Ferrara, Palazzo dei Cartelloni e al Museo Marino Marini a Firenze, presso i Magazzini del Sale a Siena, la Fabbrica del Vapore e al Teatro Filodrammatici di Milano, al Consolato Italiano di Londra e al MACA - Museo Arte Contemporanea di Acri -, (Cs). Nel 2011 viene invitato alla 54°esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nella regione Calabria. Attualmente vive e lavora a Milano.

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COMUNICATO STAMPA

A conclusione del ciclo di mostre ANTEPRIMA, presentato nell’ottobre 2011 dalla gallerista Paula Nora Seegy con un programma di 12 monografiche di artisti internazionali tra i quali Louis Bourjac, Graziano Carotti, Paolo Frosecchi e Alessandro Kokocinski e numerose partecipazioni a fiere e festival a sfondo artistico, la galleria ARTESPRESSIONE ha il piacere di presentare la mostra “Une vie de peintre” dell’artista ASTOLFO ZINGARO. La mostra, curata da Matteo Pacini, proporrà una serie di oli su tela dell’artista italiano e naturalizzato francese, e inaugurerà mercoledì 24 aprile alle ore 18. Sarà possibile visitare l’esposizione fino a giovedì 23 maggio 2013 tutti i giorni (tranne domenica e lunedì) dalle 12 alle 20, nella sede della galleria in Via della Palla 3 a Milano. Al vernissage sarà presente l’artista.

ASTOLFO ZINGARO nasce a Napoli nel 1931 ma la sua famiglia si trasferisce già nel ’32 a Parigi, dove trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Dopo un periodo in Italia a Pienza, è di ritorno a Parigi dove, da autodidatta, si dedica sin da giovane alla pittura, intraprendendo la strada del figurativo che lo accompagna per la prima parte della sua carriera. Fino agli anni ‘70 affronta temi classici della pittura quali paesaggi e nature morte, utilizzando la tecnica a olio. Dal 1953 al 1963 partecipa a tutte le edizioni del “Salon de la jeune peinture di Parigi”. La sua passione per le diverse etnie lo spinge in una serie di viaggi in Egitto, India, Nepal e in Messico, dove rimane profondamente affascinato dal simbolismo delle civiltà antiche che influenzeranno le sue opere inducendolo gradualmente ad abbandonare il figurativo in favore dell’astratto. Vengono organizzate sue personali in gallerie di Parigi, Toulouse, Lione, Nevers, Losanna, Ginevra, Berlino. Importante e continuativa la sua frequentazione dei grandi saloni di pittura parigini. Dal 1978 al 1994 partecipa a tutte le edizioni del “Salon d’Automne”. Nel 1985 visita New York per la prima volta e ne rimane affascinato a tal punto da tornarci nel 1990. Di ritorno a Parigi, partecipa al “Salon des grandes et jeunes d’aujourd’ hui”, riscontrando grande successo soprattutto per la peculiarità delle sue opere caratterizzate da spessi strati di pellicola pittorica che denotano la lunga lavorazione dell’artista sulla tela prima di raggiungere il risultato finale.

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COMUNICATO STAMPA

La galleria milanese ARTESPRESSIONE, diretta da Paula Nora Seegy, presenta per l’edizione di PHOTOFESTIVAL 2013 la mostra “Berlin snakes”, progetto del giovane fotografo Alessandro Vinci volto a offrire una panoramica del paesaggio urbano di una delle più dinamiche capitali europee, vista attraverso uno delle sue continue trasformazioni architettoniche. La mostra, a cura di Matteo Pacini, inaugurerà giovedì 28 marzo 2013 e sarà visitabile fino a giovedì 11 aprile 2013 con ingresso libero e secondo l’orario di apertura della galleria dalle 12 alle 20 dal martedì al sabato.

“BERLIN SNAKES”

Berlino compie nel 2012 il suo 775° "compleanno": il nome Berlino compare per la prima volta in un documento ufficiale nel 1237. Secondo alcune fonti, l'origine del suo nome potrebbe derivare da una parola slava che significa palude. Le lingue slave presentano infatti alcune parole dai suoni “berl” o “brlog”, che significano villaggio di pescatori, pantano, palude. Una sorta di indicazione del fatto che la capitale tedesca sorge su un territorio acquitrinoso e che è stata fondata originariamente da una tribù di pescatori slavi. Pertanto tutti gli edifici di Berlino hanno "i piedi bagnati", immersi in questa grande pozza sotterranea che arriva fino alle proprie "caviglie". Durante i lavori in corso di una nuova costruzione, l'acqua presente nel sottosuolo viene drenata dai cantieri verso i più vicini corsi d'acqua attraverso una serie di tubature rosa e blu, disegnando dei percorsi strani e particolari che assumono la forma di enormi serpenti. I tubi non presentano un andamento lineare, sia per motivi pratici (accesso agli edifici, passaggio dei pedoni o degli autoveicoli agli incroci), sia per motivi scientifici, poiché durante i freddi inverni tedeschi, le temperature scendono spesso sotto lo zero e l’andamento “a snake” è stato studiato per resistere alle dilatazioni termiche dell’acqua ed evitarne così la rottura.

ALESSANDRO VINCI

Nato a Vibo Valentia nel 1979, dopo aver conseguito la maturità classica nella sua città natale, nel 2002 si laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Dopo un breve soggiorno a Londra (2004), nel 2005 si trasferisce a Dublino, dove vive e lavora per circa 3 anni. Dalla fine del 2007 vive stabilmente a Milano. Da sempre appassionato di fotografia, decide quindi di approfondire le proprie competenze tecniche, artistiche ed espressive, frequentando nell’anno accademico 2010-2011 l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. Da attento osservatore della vita quotidiana, fortemente sensibile alle tematiche sociali e ambientali, intende la fotografia come ricerca e strumento per raccontare e rappresentare in maniera personale le realtà socio-culturali e territoriali che lo circondano. Alcune sue fotografie sono state pubblicate sulla rivista Celiachia Notizie, su Slow Food Magazine, sul quotidiano La Repubblica e sui siti web di Wise Society, La Repubblica Milano, GQ Italia, Libreriamo e Wired Italia. Si occupa principalmente di reportage sociale e paesaggio urbano.

 

MOSTRE E RICONOSCIMENTI

  • Gennaio 2013: Mostra personale “Urbi et Orti” presso la Biblioteca Comunale Valvassori Peroni, Milano.
  • Novembre 2012: Menzione speciale al “Premio Portfolio A.F.I. 2012′′ con il progetto “Berlin Snakes”.
  • Novembre 2012: Mostra collettiva al Perugia Social Photo Festival 2012 presso Villa Fidelia, Spello (PG).
  • Ottobre 2012: Mostra collettiva al Milano Bicycle Film Festival 2012 presso lo Spazio ex-Ansaldo, Milano.
  • Luglio-Agosto 2012: Mostra personale “Urbi et Orti” presso lo Spazio Feltrinelli di Piazza Piemonte, Milano.
 

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ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

Con l’intento di approfondire ulteriormente il tema della grafica e del disegno, dopo la mostra “Tanzen” dedicata ai carboncini e alle puntesecche dell’artista Reinhold Rudolf Junghanns, dal 21 febbraio presso la galleria milanese ARTESPRESSIONE di Paula Nora Seegy, sarà possibile ammirare una serie di opere grafiche di Alessandro Kokocinski, artista di fama internazionale, che in questa occasione presenterà al pubblico milanese una serie di disegni realizzati a tecnica mista su libri e carta antica sul tema del circo, realtà magica e misteriosa che perl’artista Kokocinski ha rappresentato una parte significativa e importante della sua vita.La mostra, a cura di Matteo Pacini, realizzata in collaborazione con la galleria Selective-Art di Parigi e la Fondazione Alessandro Kokocinski, inaugurerà giovedì 21 febbraio alle ore 18 e sarà visitabile fino al 20 marzo 2013 con ingresso libero dal martedì al sabato dalle ore 12 alle 20.

ALESSANDRO KOKOCINSKI nasce a Porto Recanati nel 1948 da madre russa e padre polacco. Alla fine dello stesso anno approda in Argentina dopo una drammatica traversata dell’Atlantico. Passa i primi anni dell’infanziatra le foreste Misionares, l’Iguazù e il Paraguay, per stabilirsi poi a Buenos Aires dove intraprende la carriera circense a contatto con artisti del circo del calibro di Oleg Popov. Nel ‘69 approda in Cile nel pieno dell’ideologia pacifista del governo Allende. Alla caduta di Allende Kokocinski è già in Europa dove, accolto da intellettuali come Rafael Alberti, Alberto Moravia, Carlo Levi e Pier Paolo Pasolini espone ai Musei Vaticani illustrando l’Angelus Dei per l’Anno Santo sotto il pontificato di Papa Paolo VI nel 1977. In quel periodo ricomincia a lavorare per il teatro e per il cinema, collaborando con grandi personaggi come Gabriella Ferri e Lina Sastri; numerosi sono i documentari sulla sua vita avventurosa (l’ultimo dei quali “Alejandro es la vida” prodotto da Antigona Productionsnel 2007). Nel 1979 viene allestita una personale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, nella quale l’artista continua a denunciare, attraverso la pittura, la crudele realtà sociale del Sud America. Tra gli anni ‘80 e i ‘90 viaggia tra l’Oriente e il Nord Europa, esponendo a Hong Kong, a Berlino, Dresda e Praga. Di ritorno in Italia nel 2001 illustra la Divina Commedia per l’editore Franco Maria Ricci. Nel 2003 presenta al Museo Nazionale di Palazzo Venezia di Roma la mostra personale “La potenza dello spirito” ciclo di pitture ispirate alla classicità e ai miti. Alcune delle sue opere sono presenti nelle più prestigiose collezioni d’arte e nei più famosi musei di tutto il mondo, per citarne solo alcuni: I Musei Vaticani, la Fondazione Jorge Luis Borges di Buenos Aires, la galleria d’Arte Moderna di Bologna, i giardini di Palazzo Aldobrandini di Carpineto Romano, il Museo di Arte Moderna di Santiago del Cile, lo Stdadt museum di Dresda e il Cimitero Monumentale di Milano.

ARTESPRESSIONE Via della Palla 3 20123 Milano pnseegy@artespressione.com mpacini@artespressione.com www.artespressione.com

ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

La galleria Artespressione, in collaborazione con la Fondazione Paolo Frosecchi “Nuovo Umanesimo”, si fa promotrice di un importante evento volto alla raccolta di una serie di opere del maestro Paolo Frosecchi, pittore fiorentino di fama internazionale, che dagli anni ’60 si trasferì nel capoluogo lombardo, dove rimarrà per lungo tempo prima del ritorno definitivo a Firenze nel 2005. Ad accogliere la mostra il giorno della sua presentazione, apre alcune delle sue più prestigiose sale Palazzo Cusani, sede del Circolo di Presidio dell’Esercito Italiano di Milano, rese eccezionalmente accessibili al pubblico. L’occasione quindi diventa doppiamente preziosa, per il ritorno a Milano di un grande Artista e la possibilità di godere di una location d’eccezione, parte dell’immenso patrimonio artistico milanese sconosciuto ai più.

La mostra, a cura di Matteo Pacini, proseguirà dal 20 ottobre al 20 novembre presso i locali della galleria Artespressione diretta da Paula Nora Seegy in via della Palla 3 a Milano.

Considerato come uno dei simboli dell’arte Fiorentina, a partire dalla seconda metà del ‘900 fino ai giorni d’oggi, Paolo Frosecchi è stato recentemente incaricato dall’Amministrazione Comunale di Firenze e dal Comitato “Amerigo Vespucci”, di realizzare un’opera raffigurante la Firenze del Rinascimento. L’opera, un olio su tela di dimensioni 220 x 200 cm intitolata “Canto d’amore”, è ora visitabile nella Sala delle Miniature di Palazzo Vecchio a Firenze e sarà donata al presidente degli Stati Uniti d’America in occasione della ricorrenza del 500°aniversario della morte del grande esploratore Amerigo Vespucci, altro celebre fiorentino che diede il nome al Continente Americano.

Milano rappresenta per il Maestro la terza città radice dopo Firenze, che gli diede i natali nel 1924, e Roma nella quale il Maestro si trasferì dal dopo guerra fino agli anni ’60. Questa città, da lui definita “la mia amante”, si dimostra “… generosa e priva di pregiudizi ed invidie distruttive”, offrendogli innumerevoli spunti di riflessione sulla sua arte e sullo stile.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

PAOLO FROSECCHI nasce a Firenze nel 1924. Trascorre i suoi primi anni di vita nell’incanto della campagna toscana a Villa all’Impruneta, rinomato punto di ritrovo di intellettuali e artisti, fulcro del Movimento Macchiaiolo. Seguì i suoi studi in riva d’Arno tra Ponte Vecchio e Santa Trinità, immerso nella ricchezza culturale di una città che offriva stimoli artistici in ogni suo angolo. Il nonno Cesare era amante dell’arte e già dal 1916 poteva vantare “la più vasta e più completa collezione di macchiaioli toscani che sia esistita a Firenze”. Il padre Augusto, giornalista e critico, amico e frequentatore di Berenson e Longhi, proseguì la collezione allargandola a divisionisti e scapigliati. ln questo ambiente ricco di stimoli, il giovane Paolo appena quindicenne, comincia a dedicarsi alla pittura. Si lega istintivamente alla lezione dei macchiaioli, che fin da bambino gli avevano “parlato dalle pareti familiari”. Finita la guerra, agli inizi degli anni ‘50, Frosecchi si trasferisce a Roma, dove partecipa alla VIII Quadriennale. Nel 1960 è a Milano - sua terza città/radice - dove ha modo di sviluppare e valorizzare la sua professione artistica. Da allora Paolo Frosecchi si è dedicato anima e corpo alla pittura, esponendo in Austria, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Romania, Russia, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Sud America, Svizzera e Ungheria. Nel 2005 il ritorno definitivo a Firenze.

numan

"Canto d'Amore" - Acrilico su tela 200x220cm

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ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

La galleria Artespressione di Milano apre la stagione di esposizioni previste per il 2012/13 con l’evento di presentazione di un giovane artista milanese, trapiantato a Berlino da alcuni anni dove vive e lavora nel campo delle Belle Arti e dell’architettura. L’esposizione inaugurerà giovedì 13 settembre alle ore 18.00 e farà parte di una serie di esposizioni al difuori del programma della galleria che avranno lo scopo di favorire la promozione di giovani talenti artistici attraverso la visibilità offerta da una delle più recenti e innovative realtà espositive milanesi. La galleria Artespressione infatti, attiva dal 2009 e ampliatasi nel 2001 con la nuova vetrina di Via della Palla 3, vanta numerose mostre, partecipazioni a fiere nazionali e internazionali e una rete di collaborazioni con gallerie europee grazie alla nuova associazione culturale Art Ambassador, presieduta da Paula Nora Seegy, che nasce con lo scopo di promuovere artisti in Europa e non solo. La mostra “Monsters”, a cura di Matteo Pacini, terminerà sabato 6 ottobre in occasione della Ottava Edizione della Giornata del Contemporaneo.

L’ARTISTA

Filippo Corato nasce a Milano il 23 aprile del 1985. Dopo aver conseguito il diploma di maturità presso la Scuola Germanica si trasferisce a Berlino per seguire i suoi studi di architettura. Oggi collabora come tutor presso il dipartimento di Belle Arti dell’Università di Architettura di Berlino, dedicandosi all’arte in vari ambiti.

...Elabora sculture in cartapesta di piccole dimensioni, offrendo una spiritosa visione e reinterpretazione della società contemporanea. Fa indossare ai suoi personaggi tacchi vertiginosi e li veste di materiali di uso comune. Predominano curve e addomi rigonfi, gambe e piedi rachitici, innesti con oggetti comuni, labbra voluttuose come se fossero siliconate. L’equilibrio sembra precario e il tutto si regge su arti sproporzionati, ma le deformità e le sproporzioni seducono e incuriosiscono. Alla struttura basilare di volta in volta modellata intorno a un palloncino, si aggiunge una lavorazione meticolosa che gioca a dissimulare o a sottolineare la cartapesta...

...Il concetto di “mostro” è strettamente legato alla sensibilità di un dato popolo o di una data epoca, e risponde a fattori culturali, ambientali, geografici e temporali. Sebbene diversa sia quindi la “percezione” del mostro nelle diverse culture, presenze “mostruose” e fantastiche imperversano nelle religioni, nell’arte, nella letteratura di ognuna di esse. Nelle arti figurative i mostri rappresentano la celebrazione del prodigioso, rimandando al significato originario dell’etimologia del termine “mònstrum”, ossia portento, straordinario, tutto ciò che suscita ammirazione, sorpresa e meraviglia, che prescinde dal bello/brutto, giusto/sbagliato, che attrae e respinge al tempo stesso...

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ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

LA MOSTRA - Dopo l’ampio spazio dedicato alla fotografia nelle sue varie sfaccettature, la galleria ARTESPRESSIONE di Milano, diretta da Paula Nora Seegy, torna alla pittura. Da giovedì 14 febbraio 2012, avrà inizio la mostra ”Meraviglia”, che vedrà in esposizione una serie di opere dell’ artista tedesca Gesine Arps, a cura di Matteo Pacini. Dallo stile originale ed eclettico, Gesine Arps spazia con disinvoltura tra epoche e culture diverse, creando relazioni fra simbologie religiose, tra oriente e occidente, tra uomini e animali, il tutto con grande espressività e immediatezza. Sogno, realtà, astrazione, abolizione delle leggi di gravità e della prospettiva, colori travolgenti; all’interno delle sue opere tutto ciò coesiste con estrema naturalezza.

L’ARTISTA - Gesine Arps nasce ad Hannover, in Germania, il 3 novembre1964. Inizia a esporre giovanissima nella sua città natale in diverse collettive e, nel 1985, organizza la sua prima personale presso la Galerie am Bahnhof, sempre ad Hannover. A ventidue anni lascia la terra natia per trasferirsi a Urbino, dove termina gli studi artistici e inizia la sua collaborazione, dal 1990, come designer presso lo studio dello stilista Piero Guidi. Durante il soggiorno italiano non mancano però le occasioni espositive anche all’estero (Galerie Norddeutsche Künstler di Brema) mentre si susseguono, a ritmo incalzante, gli appuntamenti artistici italiani tra i quali nel 1991 alla Galleria Comunale dell’Immagine di Rimini. Dal 1994 l’artista amplia la sua ricerca linguistica non più solo dedicata alla pittura; sperimenta differenti mezzi e forme espressive e interviene anche con installazioni realizzate con i materiali più inconsueti. Ha quindi inizio una serie di esposizioni in Italia e all’estero che accrescono, col passare degli anni, il bagaglio culturale dell’artista e la sua considerazione da parte della critica. Stabile rimane il rapporto con la Germania, suo paese di origine, dove l’artista viene sempre più spesso invitata a esporre in musei ed enti pubblici come il Museo Duingen nel 2003 e nel 2004 presso il Tribunale di Colonia in occasione di “Strömungen”, una collettiva di pittrici organizzata dalla Fédération Internationale Culturelle Féminine. Una lunga serie di esposizioni la vede ultimamente protagonista di performance ed eventi tra Francia, Olanda, Germania e l’Italia, dove ormai da tempo si è definitivamente stabilita.

RIEPILOGO DATE – 14 giugno /14 luglio 2012 VERNISSAGE – 14 giugno, ore 18/22 ORARI GALLERIA: martedì / sabato, 12/ 20 INGRESSO LIBERO

ARTESPRESSIONE Via della Palla 3 20123 Milano pnseegy@artespressione.com mpacini@artespressione.com www.artespressione.com

ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

Per concludere il percorso attraverso il mondo della fotografia, iniziato con la mostra “Pigalle” di Louis Bourjac, passando attraverso la cultura e l’archeologia industriale con la mostra “I paesaggi dell’industria”, la galleria milanese ARTESPRESSIONE, diretta da Paula Nora Seegy e curata da Matteo Pacini, propone una tecnica che parte dalla fotografia per tendere la mano alla pittura, avvalendosi dei mezzi tecnologici di ultima generazione: la “pictofoto” o “digital painting”. L’artista in questo caso è FABRIZIO CAROTTI, marchigiano che dopo un'accurata ricerca sulle possibilità espressive dei mezzi tecnologici, dal 2008 intraprende la carriera d'Artista operando con successo nel campo della pittura digitale su base fotografica proveniente esclusivamente da scatti personali. Chiaro è il richiamo al Caravaggio ma non solo, il forte contrasto creato dalla luce di taglio che colpisce le figure in movimento, facendole affiorare dal nero profondo dei sui sfondi, genera un grande impatto emozionale. In più, le pregiate tecniche di stampa utilizzate (hanemuehle photo rag pearl su lega di alluminio dibond intelaiata) rendono le opere di altissima qualità. Il catalogo “Anime salve”, a cura di PREARO EDITORE con testi di Gianluca Marziani, sarà presentato dalla galleria ARTESPRESSIONE in occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata a Fabrizio Carotti dal 17 Maggio al 29 maggio 2012. Il vernissage, al quale presenzierà l’artista, avrà luogo giovedì 17 maggio alle ore 18. Ingresso libero.

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ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

21052 BUSTO ARSIZIO 3° Festival Fotografico Italiano Ottobre 2012 – 25 novembre 2012

Mostre-Proiezioni-Multivisioni-Lettura Portfolio-Seminari-Editoria-Concorsi-Workshop

L’Archivio Fotografico Italiano, con il contributo e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura Giovani e Futuro del Comune di Busto Arsizio (Va), e con il patrocinio dei comuni di: Gorla Maggiore, Gorla Minore, Solbiate Olona, Fagnano Olona, Marnate e Olgiate Olona, dell’Amministrazione Provinciale di Varese, con la collaborazione di EPSON Italia - Sponsor Tecnologico, della Fondazione Montevecchio di Samarate (Va) e della Fondazione Torre Colombera di Gorla Maggiore (Va), organizza dal 13 ottobre 2012 al 25 novembre 2012 il 3° Festival Fotografico Italiano. La fotografia torna protagonista a Busto Arsizio, con un evento nazionale che prevede 32 mostre sparse in città, seminari, workshop, proiezioni, multivisioni, cinema, letture dei portfolio, presentazione di libri, concorsi, intrattenimenti musicali. L’iniziativa nasce dal desiderio di proporre un evento dedicato alla fotografia d’autore in Lombardia a Busto Arsizio, la più grande città dell’alto milanese, nota fin dall’800 per gli insediamenti industriali tessili, che esportavano in tutto il mondo prodotti eccellenti, situata sull’asse del Sempione, che mette in comunicazione Milano, la vicina Svizzera e la Francia, in un susseguirsi di paesaggi inebrianti, dalle Prealpi Varesine al Lago Maggiore, apprezzati da un turismo internazionale, e quindi occasione per un lieto soggiorno per quanti, partecipando all’evento si fermeranno più giorni nel territorio. Una proposta ideata per attrarre un folto pubblico da diversi luoghi, anche dall’estero, proponendo un percorso visivo che si dirama dalla fotografia storica al reportage d’autore, dalla fotografia d’arte alle ricerche creative, al territorio. Tanti gli ospiti di rilievo e i giovani talenti che mostreranno i propri lavori, favorendo un dialogo con gli appassionati, gli esperti e i professionisti del settore. Non la consueta rassegna, ma un progetto articolato che interesserà l’intera città e la valle olona, tra spazi pubblici e privati, gallerie, librerie, studi di architettura, atelier d’arte e ville. Per rendere maggiormente rilevante l’evento, si sono unite diverse realtà culturali e formative della città, predisponendo progetti qualificanti che interesseranno diverse fasce di età di studenti e cittadini, impegnati in ricerche e sperimentazioni. In sintesi, menzioniamo i collaboratori, i partner e le scuole che hanno aderito con interesse alla realizzazione dell’iniziativa: Liceo Artistico “Paolo Candiani”, Liceo Scientifico “Arturo Tosi”, Liceo Classico Crespi, Istituto Cinematografico “M. Antonioni”, Istituto Italiano di Fotografia, La Casa Bioecologica, Show Room Arredamenti Brusatori, Libreria Galleria Boragno, Galleria Palazieta, Caccia Cornici, Centro Giovanile STOA’ per l’Arte, BipBusto Apple Premium Reseller, Associazione Geographical Research, Associazione Christian Onlus, MooM Hotel Gallery, Studio Fotografico Area 6, Associazione Corti Sonici, Archivio del Cinema Industriale della LIUC, Associazione A.U.Ba.M onlus, Enobene.

LOUIS BOURJAC Pigalle

Mostra a cura di Matteo Pacini Louis Bourjac, raffinato e poliedrico fotografo francese, apprezzato a livello internazionale per le sue importanti collaborazioni con le grandi maison della moda parigina, ma anche per il suo interesse nei confronti di momenti di aggregazione umana come le strade affollate e i locali notturni nelle vie di Montmartre, presenta un lavoro sulle notti parigine di Pigalle, fatte di divertimento e di incontri casuali. Racconti di istanti, sguardi, incontri, verità di una città, Parigi, che non dorme mai e che propone a qualunque ora della notte una possibile variazione alla propria vita. Amante dei viaggi, Luis Bourjac dal 1982 al 1987 è di nuovo a Parigi dove studia fotografia con figure del livello di Henri Coste e Beni Trutmann, oltre a lavorare con varie agenzie e riviste. L'anno successivo comincia la collaborazione con le grandi maisons della moda parigina come Chanel e Givenchy, ma parallelamente è attratto dal quotidiano, dagli ambienti urbani e dai momenti di aggregazione umana come gli incontri di boxe o le manifestazioni folcloristiche. E così anche le sue numerose esposizioni viaggiano su un doppio binario, da sempre alternando il suo interesse per ciò che accade nella vita di tutti i giorni al mondo fatato della moda e dei suoi retroscena. Spirito libero dai molti interessi, Bourjac oltre alla moda si occupa anche di paesaggio, ma non del tradizionale paesaggio da cartolina, bensì di quello più sporco e rugginoso dei grandi stabilimenti industriali dismessi, che offrono grandi spunti estetici grazie al fascino della decadenza e dell'abbandono.

Universita’ LIUC CARLO CATTANEO ANGELO DESOLE, MARCELLO MODICA,PIERCLAUDIODURANTI, MAURIZIO NIMIS, MERI VALENTI, LOUIS BOURJAC

Paesaggio dell’industria

Mostra a cura di Matteo Pacini

La mostra “I paesaggi dell’industria” è un viaggio nel patrimonio di conoscenza industriale vista dagli scatti fotografici in bianco e nero di sei autori che hanno fatto della fabbrica uno dei perni della loro ricerca visiva: Angelo Desole e Marcello Modica che proprio all’archeologia industriale legano molto della loro passione fotografica, Pierclaudio Duranti, viaggiatore ed amante della fotografia lenta come lui stesso ama sottolineare, Maurizio Nimis, Meri Valenti e ancora Louis Bourjac, anch’egli affascinato dalle “cattedrali” industriali, spesso prive di presenze umane. Scatti di rara bellezza e intensità che propongono il silenzio assordante e la sospensione di quel mondo, l’industria, che viene a galla solo in occasione di eventi tragici dal grande impatto mediatico. Ma la mostra fa un passo in più, perché cerca di cogliere lo stretto rapporto dell’industria con il territorio circostante, inteso come paesaggio ma anche ambiente urbano: dunque si passa dalla violenza che immense strutture di ferro e cemento operano sul paesaggio, all’approccio armonico che l’architettura industriale tenta cercando il minore impatto possibile sugli equilibri della natura e dell’uomo. La mostra non vuole dunque essere un nuovo catalogo di paesaggi industriali, ma proporre uno sguardo critico e consapevole, anche per quanto riguarda gli aspetti teconologico-produttivi, al ruolo dell'industria nella società. E non è casuale, in questo senso, il patrocino che alla mostra darà l'AIPAI, L'Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale che attraverso il rapporto con diverse università italiana ha intrapreso da anni una battaglia a difesa del valore culturale dell'industria sotto il piano storico, economico,architettonico e ingegneristico.

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COMUNICATO STAMPA

21052 BUSTO ARSIZIO 3° Festival Fotografico Italiano Ottobre 2012 – 25 novembre 2012

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L’Archivio Fotografico Italiano, con il contributo e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura Giovani e Futuro del Comune di Busto Arsizio (Va), e con il patrocinio dei comuni di: Gorla Maggiore, Gorla Minore, Solbiate Olona, Fagnano Olona, Marnate e Olgiate Olona, dell’Amministrazione Provinciale di Varese, con la collaborazione di EPSON Italia - Sponsor Tecnologico, della Fondazione Montevecchio di Samarate (Va) e della Fondazione Torre Colombera di Gorla Maggiore (Va), organizza dal 13 ottobre 2012 al 25 novembre 2012 il 3° Festival Fotografico Italiano. La fotografia torna protagonista a Busto Arsizio, con un evento nazionale che prevede 32 mostre sparse in città, seminari, workshop, proiezioni, multivisioni, cinema, letture dei portfolio, presentazione di libri, concorsi, intrattenimenti musicali. L’iniziativa nasce dal desiderio di proporre un evento dedicato alla fotografia d’autore in Lombardia a Busto Arsizio, la più grande città dell’alto milanese, nota fin dall’800 per gli insediamenti industriali tessili, che esportavano in tutto il mondo prodotti eccellenti, situata sull’asse del Sempione, che mette in comunicazione Milano, la vicina Svizzera e la Francia, in un susseguirsi di paesaggi inebrianti, dalle Prealpi Varesine al Lago Maggiore, apprezzati da un turismo internazionale, e quindi occasione per un lieto soggiorno per quanti, partecipando all’evento si fermeranno più giorni nel territorio. Una proposta ideata per attrarre un folto pubblico da diversi luoghi, anche dall’estero, proponendo un percorso visivo che si dirama dalla fotografia storica al reportage d’autore, dalla fotografia d’arte alle ricerche creative, al territorio. Tanti gli ospiti di rilievo e i giovani talenti che mostreranno i propri lavori, favorendo un dialogo con gli appassionati, gli esperti e i professionisti del settore. Non la consueta rassegna, ma un progetto articolato che interesserà l’intera città e la valle olona, tra spazi pubblici e privati, gallerie, librerie, studi di architettura, atelier d’arte e ville. Per rendere maggiormente rilevante l’evento, si sono unite diverse realtà culturali e formative della città, predisponendo progetti qualificanti che interesseranno diverse fasce di età di studenti e cittadini, impegnati in ricerche e sperimentazioni. In sintesi, menzioniamo i collaboratori, i partner e le scuole che hanno aderito con interesse alla realizzazione dell’iniziativa: Liceo Artistico “Paolo Candiani”, Liceo Scientifico “Arturo Tosi”, Liceo Classico Crespi, Istituto Cinematografico “M. Antonioni”, Istituto Italiano di Fotografia, La Casa Bioecologica, Show Room Arredamenti Brusatori, Libreria Galleria Boragno, Galleria Palazieta, Caccia Cornici, Centro Giovanile STOA’ per l’Arte, BipBusto Apple Premium Reseller, Associazione Geographical Research, Associazione Christian Onlus, MooM Hotel Gallery, Studio Fotografico Area 6, Associazione Corti Sonici, Archivio del Cinema Industriale della LIUC, Associazione A.U.Ba.M onlus, Enobene.

LOUIS BOURJAC Pigalle

Mostra a cura di Matteo Pacini Louis Bourjac, raffinato e poliedrico fotografo francese, apprezzato a livello internazionale per le sue importanti collaborazioni con le grandi maison della moda parigina, ma anche per il suo interesse nei confronti di momenti di aggregazione umana come le strade affollate e i locali notturni nelle vie di Montmartre, presenta un lavoro sulle notti parigine di Pigalle, fatte di divertimento e di incontri casuali. Racconti di istanti, sguardi, incontri, verità di una città, Parigi, che non dorme mai e che propone a qualunque ora della notte una possibile variazione alla propria vita. Amante dei viaggi, Luis Bourjac dal 1982 al 1987 è di nuovo a Parigi dove studia fotografia con figure del livello di Henri Coste e Beni Trutmann, oltre a lavorare con varie agenzie e riviste. L'anno successivo comincia la collaborazione con le grandi maisons della moda parigina come Chanel e Givenchy, ma parallelamente è attratto dal quotidiano, dagli ambienti urbani e dai momenti di aggregazione umana come gli incontri di boxe o le manifestazioni folcloristiche. E così anche le sue numerose esposizioni viaggiano su un doppio binario, da sempre alternando il suo interesse per ciò che accade nella vita di tutti i giorni al mondo fatato della moda e dei suoi retroscena. Spirito libero dai molti interessi, Bourjac oltre alla moda si occupa anche di paesaggio, ma non del tradizionale paesaggio da cartolina, bensì di quello più sporco e rugginoso dei grandi stabilimenti industriali dismessi, che offrono grandi spunti estetici grazie al fascino della decadenza e dell'abbandono. 

Universita’ LIUC CARLO CATTANEO ANGELO DESOLE, MARCELLO MODICA,PIERCLAUDIODURANTI, MAURIZIO NIMIS, MERI VALENTI, LOUIS BOURJAC

Paesaggio dell’industria

Mostra a cura di Matteo Pacini

La mostra “I paesaggi dell’industria” è un viaggio nel patrimonio di conoscenza industriale vista dagli scatti fotografici in bianco e nero di sei autori che hanno fatto della fabbrica uno dei perni della loro ricerca visiva: Angelo Desole e Marcello Modica  che proprio all’archeologia industriale legano  molto della loro passione fotografica, Pierclaudio Duranti, viaggiatore ed amante della fotografia lenta come lui stesso ama sottolineare, Maurizio Nimis, Meri Valenti e ancora Louis Bourjac, anch’egli affascinato dalle “cattedrali” industriali, spesso prive di presenze umane. Scatti di rara bellezza e intensità che propongono il silenzio assordante e la sospensione di quel mondo, l’industria, che viene a galla solo in occasione di eventi tragici dal grande impatto mediatico. Ma la mostra fa un passo in più, perché cerca di cogliere lo stretto rapporto dell’industria con il territorio circostante, inteso come paesaggio ma anche ambiente urbano: dunque si passa dalla violenza che immense strutture di ferro e cemento operano sul paesaggio, all’approccio armonico che l’architettura industriale tenta cercando il minore impatto possibile sugli equilibri della natura e dell’uomo. La mostra non vuole dunque essere un nuovo catalogo di paesaggi industriali, ma proporre uno sguardo critico e consapevole, anche per quanto riguarda gli aspetti teconologico-produttivi, al ruolo dell'industria nella società. E non è casuale, in questo senso, il patrocino che alla mostra darà l'AIPAI, L'Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale che attraverso il rapporto con diverse università italiana ha intrapreso da anni una battaglia a difesa del valore culturale dell'industria sotto il piano storico, economico,architettonico e ingegneristico.

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COMUNICATO STAMPA

Da giovedì 24 novembre 2011 presso la Galleria ARTESPRESSIONE in Via della Palla 3, in pieno centro a Milano, sarà possibile visitare una ventina di lavori scelti tra la vasta produzione pittorica del Maestro greco DIMITRIS KOUKOS. L’artista per la prima volta in Italia con un’ esposizione personale dal titolo “I paesaggi dell’anima” affronta da anni il tema del paesaggio greco, interpretato da un punto di vista personale e unico, che ha reso l’artista stimato a livello internazionale con la definizione di “astrattista del paesaggio”.  Il suo stile pittorico si discosta dalla definizione oggettiva di “astratto” come rappresentazione della realtà distaccata da qualsiasi riproduzione del vero. Le sue composizioni sono testimonianza di un linguaggio pittorico riconoscibile, personale e unico, risultato di un’evoluzione continua che, dalla ricerca della perfezione e del dettaglio, porta progressivamente con il tempo alla necessità di catturare quante più sensazioni possibili, immortalandole velocemente nella tela, tralasciando il dettaglio che in questo caso diventa superfluo.

La mostra, dal titolo “Il paesaggio dell’anima”, è a cura di Matteo Pacini ed è la prima di una serie di esposizioni monografiche volte allo sviluppo del progetto della gallerista Paula Nora Seegy che rende la galleria Artespressione itinerante e internazionale, facente parte di un gruppo di gallerie che attua interessanti interscambi di artisti tra Parigi, Milano, Zurigo, Atene, Firenze, Montefalco, Brescia, Lugano e molte altre città, dando origine ad un circuito artistico in continuo movimento, alla ricerca di emozioni provenienti da varie parti del mondo.

DIMITRIS KOUKOS nasce nel 1948 ad Atene. Già alla tenera età di cinque anni comincia ad entrare in contatto con il mondo dell’arte. Incoraggiato dal padre, frequenta con successo la Scuola di Belle Arti ad Atene dove, per merito, gli vengono conferiti riconoscimenti e una borsa di studio. Durante il suo periodo di studi ha la fortuna di prendere lezioni da grandi nomi dell’arte greca del Novecento come Nikos Nikolaou e Yannis Moralis, fondatori del gruppo artistico “Armos”, creato negli anni ’50. Parte delle sue opere sono dedicate all’isola di Aegina, luogo magico e punto di incontro di artisti e luminari dell’arte, dove i suoi due insegnanti avevano trascorso molti anni delle loro vite. Dimitris continua la sua formazione i scenografia con Vassilis Basiliades e studia a Parigi all’École des Beaux Arts per tre anni. Dal 1977 ad oggi Dimitris espone le sue opere in gallerie di Atene, Cipro, Rodi e Salonicco. Rilevante è la presenza di sue opere in collezioni pubbliche internazionali dedicate all’arte contemporanea in Grecia e all’estero. Sono infatti presenti suoi lavori alla National Art Gallery di Atene, al Vorre Museum, alla Peridis Art Gallery e presso il Ministero della Cultura e dell’Educazione di Cipro, ma anche in collezioni pubbliche e private tra l’Europa (Francia, Italia, Inghilterra) e gli Stati Uniti.

ARTESPRESSIONE Via della Palla 3 20123 Milano pnseegy@artespressione.com mpacini@artespressione.com www.artespressione.com

ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

Apre a Milano, a partire dal 6 ottobre 2011, un nuovo spazio appartenente ad un concetto polifunzionale di galleria d’arte contemporanea, nascosto nel centro storico della città, tra l’arteria commerciale di via Torino e la bellissima piazza Sant’Alessandro. ARTESPRESSIONE infatti esiste già da due anni, al primo piano di via della Palla 3, dove nella cornice di un poliedrico ma raffinato appartamento/showroom si sono alternati artisti come Sabina Feroci e Francky Criquet, tra eventi e piacevoli vernissage. Dal 6 ottobre ARTESPRESSIONE, nella sua nuova vetrina di via della Palla, inaugura ANTEPRIMA, una collettiva di artisti internazionali che vuole essere l’assaggio di un ricco programma di eventi volto a dare voce a forme artistiche diverse fra loro ma che siano in linea con il progetto di PAULA NORA SEEGY, fondatrice della galleria. Lo scopo è favorire l'interazione e le sinergie tra diverse espressioni artistiche, promuovendo l’arte contemporanea in modo immediato e semplice, puro e spontaneo, raccogliendo novità culturali e sociali, ma non trascurando la tradizione e la classicità dei valori estetici dell’armonia e della serenità che un’opera d’arte è in grado di trasmettere. Nel progetto della gallerista, ARTESPRESSIONE vuole essere itinerante e, grazie alla collaborazione con un gruppo di gallerie Italiane e estere, attua interessanti interscambi di artisti tra Parigi, Milano, Zurigo, Atene, Firenze, Montefalco, Brescia, Lugano e molte altre città, dando origine ad un circuito artistico in continuo movimento, alla ricerca di emozioni provenienti da varie parti del mondo. Gli eventi futuri della galleria mirano alla possibilità di associare arte, musica e moda, ravvivando e dando nuova energia a via della Palla che potrà pertanto riprendere la tradizione legata a gallerie d’arte e antiquari della vicina e storica via San Maurilio...ARPS, BOURJAC, FROSECCHI, CAROTTI, KOKOCINSKI, KOUKOS, JUNGHANNS, ZINGARO, questi gli artisti della prima edizione di Anteprima, evento curato da MATTEO PACINI e destinato a ripetersi annualmente come presentazione del programma di esposizioni. L’inaugurazione del nuovo spazio avverrà in tre date: I cocktail dalle 18 alle 22 di giovedì 6 e venerdì 7 ottobre, seguito dall’adesione di Artespressione alla Giornata del Contemporaneo che vedrà coinvolti musei e gallerie in tutta Italia, con porte aperte dalle 11 alle 20 di sabato 8 ottobre 2011.

ARTESPRESSIONE Via della Palla 3 20123 Milano pnseegy@artespressione.com mpacini@artespressione.com www.artespressione.com

ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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COMUNICATO STAMPA

LA MOSTRA - Presso la galleria ARTESPRESSIONE di Milano diretta da Paula Nora Seegy, da giovedì 19 febbraio 2015, avrà inizio la mostra “Nuove Terre di Grazia no Carotti”, che vedrà in esposizione una serie di nuove terrecotte dell’ artista cremonese Graziano Carotti, a cura di Matteo Pacini. Maestro nella lavorazione di un materiale notoriamente ruvido e poroso come la terracotta, Graziano Carotti attraversa fasi ed evoluzioni artistiche che si sviluppano su binari paralleli che vanno dalla ricerca del realismo più sorprendente al disfacimento delle forme tendente al rozzo e al non finito. Ricorrente è il tema del viaggio che da sempre rappresenta fonte d’ispirazione artistica e metafora dell’inquietudine umana della continua ricerca di una meta. La meta però non va cercata altrove, essa è dentro di noi e i personaggi di Carotti sembrano immortalati nel momento di questa presa di coscienza. Ecco quindi gli spazi della galleria affollarsi di presenze dalle espressioni stralunate e assorte nei pensieri più profondi. Cronaca e storia rimangono temi di ispirazione dal quale Carotti attinge con lucida e raffinata ironia.

L’ARTISTA - Nato a Cremona il 17 Luglio 1946, dopo il diploma di Perito Industriale prosegue gli studi all’Accademia di Venezia dove si diploma nel 1971. Nel corso del tempo acquisisce diverse competenze artistiche lavorando come restauratore di dipinti antichi, scenografo, attore e burattinaio (costruttore di burattini – regia – recitazione). Numerose le mostre personali e collettive, sia a Cremona e dintorni, che in fiere nazionali ed internazionali. Tra le principali collettive: la 3°Biennale d’arte sacra presso il Palazzo Vescovile di Cremona nel 1994; la 4° e la 5° edizione della Biennale d’Arte Padana nel 1995 e nel 1997; la personale di scultura “Oggi è lunedì, anzi ti amo” presso l’Associazione Artisti Cremonesi nel 1999. Partecipa alle fiere d’arte di Parma nel 2001, nel 2002 a MIArt Milano, a Padova nel 2003 e Lugano nel 2004. Dopo il successo di critica riscontrato nella mostra “Ecce Homo”, organizzata insieme al pittore Angelo Bertolini al Battistero di Cremona nel 2005, gli vengono conferiti numerosi riconoscimenti per la sua attività di scultore. Intanto continuano le mostre personali: “Venerdì 17” alla Bontadosi ArtGallery di Montefalco e “Tra Luna e Grammatica” a Palazzo Trinci di Foligno nel 2011. In occasione della 59° Mostra del Cinema di Venezia, la sua opera “Noli me tangere”, ha rappresentato il premio offerto dal Ministero delle Pari Opportunità, conferito alla pellicola “A simple life” della regista cinese Ann Hui. Ultima in ordine cronologico la sua partecipazione alla collettiva “ L’arte non è cosa nostra” a cura di Vittorio Sgarbi, presso la Sala Nervi di Torino Esposizioni, iniziativa promossa dal Padiglione Italia della 54° Esposizione internazionale dell’Arte della Biennale di Venezia per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.

L’esposizione, sarà visitabile fino al 10 marzo 2012 con ingresso libero dal martedì al sabato, dalle ore 12.00 alle ore 20.00. Al vernissage, che si terrà giovedì 2 febbraio 2012 alle ore 18.00, presenzierà l’artista.

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ORARI GALLERIA: dal martedì al sabato dalle 12 alle 20

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PREMESSA La Galleria Artespressione di Milano, nell’ambito del programma espositivo 2015 dedicato alla fotografia, organizza dal 3 marzo al 21 aprile 2015 la prima edizione di “Teoria e pratica del reportage”, corso rivolto ad aspiranti professionisti fotografi italiani e stranieri.
Il corso, riservato a un massimo di 15 partecipanti, si svolgerà presso la sede della galleria Artespressione, in Via della Palla 3 a Milano e prevede 8 incontri della durata di 2 ore ciascuno, oltre ad uscite pratiche guidate. Il corso, che vede fra i docenti esperti professionisti del settore (tra i quali il 1° premio categoria General News foto singole del World Press Photo 2014 Alessandro Penso), è patrocinato da PHOTISSIMA ART FAIR Torino e terminerà con l’organizzazione di una mostra inserita nell’ambito di PHOTOFESTIVAL 2015 presso gli spazi espositivi della Galleria Artespressione nei mesi di maggio e giugno 2015, dando la possibilità ai corsisti di esporre due fotografie ciascuno, risultato delle attività del corso. PHOTOFESTIVAL è l’ appuntamento milanese considerato tra le più importanti manifestazioni a livello nazionale e internazionale dedicato alla fotografia d’autore, ideata e diretta da Roberto Mutti e Giovanni Pelloso.

OBIETTIVI E TEMATICHE DEL CORSO Il corso “Teoria e pratica del reportage” ha come obiettivo quello di fornire gli strumenti critici e teorici per approcciarsi al reportage fotografico. In parallelo vuole indirizzare i partecipanti alla realizzazione pratica di un reportage, attraverso la guida dei professionisti chiamati a impartire le lezioni. - La prima parte del corso consiste in un’analisi storica e teorica del reportage come sistema linguistico. In questa fase saranno analizzate le differenze tra la scuola americana e quella europea, esaminando i risvolti sociali e politici che il genere porta con sé. Infine uno specifico approfondimento sul reportage di guerra mostrerà le complessità etiche che il reportagista si trova a dover affrontare. - Nella seconda parte del corso saranno trattati gli aspetti legati alla pratica del reportage professionistico: il rapporto con le agenzie e con i giornali e il sistema dell’informazione in Italia e all’estero; come circolano le immagini di reportage; la differenza tra news e approfondimento, tra quotidiani e periodici; la differenza tra i circuiti dell’informazione e i circuiti della fotografia artistica. - Nell’ultima parte del corso verranno illustrati gli aspetti pratici della professione: come si pianifica un reportage; come si sceglie un progetto; come si articola un racconto per immagini; come si reperiscono fondi e come e a chi si vende il lavoro realizzato. Durante il corso sono previste 2/3 uscite fotografiche per meglio approcciare gli elementi pratici del reportage. Le uscite saranno sotto la supervisione di Paolo Gerace, fotoreporter con anni di esperienza internazionale. Al termine delle lezioni sarà organizzata presso la galleria ARTESPRESSIONE di Milano (via della Palla 3) una mostra a cura di Matteo Pacini, inserita nel circuito di PHOTOFESTIVAL 2015, che vedrà esposte due fotografie per ciascuno dei corsisti, risultato delle attività del corso.

REQUISITI DI AMMISSIONE Il corso è rivolto ad aspiranti professionisti, già maturi dal punto di vista della conoscenza tecnica e che cerchino strumenti di lavoro, teorici e linguistici, per entrare nel mondo della fotografia professionale.
Ai partecipanti è richiesta una buona conoscenza degli aspetti tecnici basilari della fotografia.

DOMANDA DI AMMISSIONE Il corso “Teoria e pratica del reportage” è riservato a un massimo di 15 partecipanti.
Per partecipare al corso è indispensabile compilare in ogni sua parte la scheda di adesione scaricabile dal sito della galleria Artespressione (www.artespressione.com) a partire dal 30 novembre 2014. Oltre al curriculum, la domanda d’iscrizione dovrà essere corredata da un portfolio di 10 immagini (in formato JPG ad alta risoluzione) sul quale verrà effettuata la valutazione per l’ammissione da parte del comitato scientifico. Le domande d’iscrizione complete di portfolio dovranno pervenire entro e non oltre SABATO 21 FEBBRAIO 2015 all’indirizzo artespressione@gmail.com. Per ulteriori informazioni/chiarimenti si prega di contattare il numero 329 9648086 in orari di ufficio.

CRITERI DI SELEZIONE DEL PORTFOLIO I lavori saranno esaminati da un comitato scientifico che valuterà e selezionerà tutte le domande di ammissione. La scelta dei candidati si baserà, oltre che sul curriculum di ogni candidato, sulla qualità delle opere fotografiche presentate secondo originalità, interpretazione, sperimentazione, tecnica, capacità espressiva e artistica. Il comitato scientifico sarà formato, oltre che dagli stessi docenti del corso (Angelo Desole, Paolo Gerace, Nicola Marfisi, Alessandro Penso e Calogero Russo) anche da Roberto Mutti, ideatore di PHOTOFESTIVAL e giornalista del quotidiano La Repubblica, da Paula Nora Seegy, direttore della Galleria Artespressione e da Matteo Pacini, curatore della mostra che sarà organizzata a maggio 2015 con i lavori dei corsisti. La valutazione delle richieste di partecipazione effettuata dal comitato scientifico è inappellabile. L’ammissione al corso sarà comunicata una settimana prima dell’inizio delle lezioni.

I DOCENTI

ANGELO DESOLE (Università degli Studi di Padova).
Ha conseguito a Padova il dottorato di ricerca in Storia della fotografia. Attualmente è assegnista di ricerca presso la stessa università. È inoltre docente a contratto di Storia e tecnica della fotografia presso l’Università degli Studi di Verona. Tra i suoi interessi di ricerca spiccano la fotografia di architettura, i problemi teorici dell’immagine fotografica e il reportage contemporaneo. PAOLO GERACE Professionista dal 1999. Col suo lavoro ha documentato la seconda Intifada (2000) e lo smantellamento del campo di Jenin. Negli anni seguenti ha fotografato i teatri di guerra in Pakistan e Congo e le miniere illegali in Ucraina. In Italia ha realizzato reportage sugli sbarchi di immigrati a Lampedusa, sul terremoto dell’Aquila e su quello dell’Emilia. Ha vinto numerosi premi e le sue foto sono state pubblicate dai più importanti giornali italiani e internazionali. Dopo anni trascorsi a Corbis, all’Ansa e al «Corriere della Sera» è attualmente free lance. NICOLA MARFISI (Agenzia Fotogramma).
Viene da Lanciano, in Abruzzo. Ha studiato Antropologia culturale a Perugia dove ha iniziato la sua formazione come fotografo professionista e videomaker. Da diversi anni attivo nella didattica della fotografia si occupa di News realizzando servizi fotografici per i principali quotidiani italiani (La Repubblica, Il Corriere della Sera e altri) e per numerosi periodici. Oggi vive e lavora a Milano ed è rappresentato dalle agenzie Corbis, Splash News e Fotogramma (www.can-d.it). ALESSANDRO PENSO (OnOff Picture Photoagency).
Prima di dedicarsi alla fotografia ha studiato psicologia clinica presso l'Università La Sapienza di Roma. Nel 2007 ha ricevuto una borsa di studio in fotogiornalismo presso la Scuola Romana di Fotografia. Terminati gli studi il suo lavoro ha iniziato a ricevere numerosi premi, tra cui il PDN Photo Student Award, il PDN Photo Annual Award, Px3, il Project Launch Award a Santa Fe nel 2011, il TAG Terry O'Neill Award 2012, il Sofa Global Award 2013 , il 1° premio in General News al World Press Photo e alla Magnum Foundation Emergeny Found. Fotografo molto impegnato nelle questioni sociali, negli ultimi anni la sua attenzione si è focalizzata sul tema dell'immigrazione nel Mediterraneo. Durante questo periodo ha realizzato un lavoro sui centri di detenzione a Malta, la situazione dei lavoratori migranti nel settore agricolo nel sud d’Italia e su alcuni giovani bloccati in un limbo in Grecia. Il lavoro di Penso è apparso in numerose pubblicazioni, tra cui Star Magazine, The Guardian, BBC, The New York Times, Business Week, Time Magazine, l'International Herald Tribune, Human Rights Watch, L'Espresso, Internazionale, D di Repubblica, Vanity Fair Italia, El Periodico, Le journal de la photographie, Enet e Ekathimerini (www.alessandropenso.com). CALOGERO RUSSO (Agenzia LUZphoto)
Calogero Russo, nato a Palermo ma milanese d'adozione, si occupa prevalentemente di photoreportage. Ha pubblicato, fra l’altro, su D (Repubblica delle donne), l'Espresso, l’International Herald Tribune, il New York Times e il Washington Post. Nel 2009 riceve con Scirocco notte la menzione speciale al premio Talent delle gallerie FNAC, con lo stesso lavoro nello stesso anno è fra i finalisti al Portfolio Italia; nel 2013, viene selezionato al circuito OFF del festival internazionale Cortona On the move, dove espone un lavoro sulla città di Mosca. Da circa due anni è impegnato in un photoreportage sui paesi dell Europa dell'Est, un tempo sotto l'influenza dell'allora Unione Sovietica. Le sue immagini sono attualmente distribuite in Italia dall'agenzia LUZphoto (www.calogerorusso.com).

ATTESTATO Al termine del programma verrà rilasciato un attestato di partecipazione al corso.

PERIODO DEL CORSO Il corso si svolgerà dal 3 marzo al 21 aprile presso la Galleria Artespressione di Milano in via della Palla 3. Le lezioni si svolgeranno per 8 settimane (un incontro a settimana), sempre di martedì dalle 19.30 alle 21.30. Ogni lezione avrà una durata di 2 ore. Durante il corso sono previste 2/3 uscite fotografiche per meglio approcciare gli elementi pratici del reportage. Le uscite saranno sotto la supervisione di Paolo Gerace, fotoreporter con anni di esperienza internazionale.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione al corso è di 350 € a persona. Il pagamento dovrà essere effettuato in un’unica rata entro la data d’inizio del corso tramite assegno, contanti o bonifico bancario intestato a:

ARTESPRESSIONE – NORALOU S.r.l di Socio Unico. IBAN: IT 68I 02008 01600 000101101193 Unicredit Banca Milano Cordusio

Si prega di inviare alla mail artespressione@gmail.com copia del pagamento effettuato.
La mancata ricezione della documentazione richiesta entro la data d’inizio del corso invaliderà la domanda d’iscrizione.

Informazioni: ARTESPRESSIONE - Via della Palla 3, 20123 – Milano Tel. 329-9648086 (contattare in orari d’ufficio) e-mail: artespressione@gmail.com mpacini@artespressione.com sito: www.artespressione.com

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COMUNICATO STAMPA

Milano svelata dai racconti fotografici di undici aspiranti fotoreporter: Andrea Banzato, Marco Brioni, Patrizia Calegari, Andrea Ceppi, Francesco Dabbicco, Liliana Paoloni, Michel Noussan, Fabrizio Loiacono, Roberta Roberto, Ruggero Ughetti e Stefano Vergari.

Final Reports – inserita nell’ambito del Photofestival 2015 e in programma dal 7 maggio al 6 giugno presso gli spazi della Galleria Artespressione di via della Palla 3 nel cuore di Milano - è la mostra fotografica dedicata ai fotografi selezionati per partecipare al primo corso di “Teoria e pratica del reportage” organizzato a marzo dalla Galleria Artespressione di Paula Nora Seegy.

Final Reports, a cura di Matteo Pacini, è il risultato di un’esperienza formativa completa sotto tutti i punti di vista, avvalorata dai cinque docenti coinvolti, tutti professionisti di grande esperienza e fotoreporter che collaborano con le principali testate e agenzie fotografiche internazionali: Alessandro Penso, Calogero Russo, Paolo Gerace, Nicola Marfisi e Angelo Desole.

Otto incontri e diverse uscite pratiche on the road per oltre venti ore di lezioni fra teoria e pratica per imparare a saper guardare ciò che si vuole fotografare prima e dopo lo scatto, perché la fotografia è un linguaggio, una forma di conoscenza; perché le immagini non si possono rubare, e dietro a ogni racconto fotografico c’è una precisa grammatica visiva, una serie di regole non scritte capaci tuttavia di trasformare una semplice fotografia in un vera e propria narrazione.

La prima edizione di “Teoria e pratica del reportage”, dedicata all’approfondimento di uno dei più affascinanti generi della fotografia, ha fornito ai partecipanti gli strumenti necessari per un giusto approccio al reportage fotografico, attraverso lezioni di analisi storica e degli aspetti legati alla pratica del reportage professionistico, uniti a uscite fotografiche guidate che hanno permesso la realizzazione di veri e propri reportage dai quali sono tratte le immagini in mostra.

Final Reports è dunque il risultato di tutto questo messo insieme. Ventidue racconti fotografici, due per ognuno degli undici partecipanti, racchiusi in un solo scatto. E’ Milano protagonista assoluta e inconsapevole di questa mostra.

La prima edizione del corso “Teoria e pratica del reportage” rivolto ad aspiranti professionisti fotografi, è stata patrocinata da PHOTISSIMA ART FAIR Torino, mentre la mostra Final Reports è inserita nell’ambito dell’edizione 2015 di Photofestival, fra le principali manifestazioni italiane dedicate alla fotografia d’autore ideata e diretta dai giornalisti e critici fotografici Roberto Mutti e Giovanni Pelloso.

Vernissage giovedì 7 Maggio ore 18:00

Visitabile dal 7 Maggio al 6 Giugno 2015 presso la galleria in Via della Palla 3 ingresso libero dal martedì al sabato, ore 12:00-20:00.

Informazioni: ARTESPRESSIONE - Via della Palla 3, 20123 – Milano Tel. 329-9648086 (orario d’ufficio) | artespressione@gmail.com | mpacini@artespressione.com Ufficio stampa:Studio De Angelis, Milano | t. 02 324377 – 345 7190941 | info@deangelispress.it

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COMUNICATO STAMPA

Procedimenti differenti, tecniche che parlano il linguaggio di tradizioni fra loro distanti ,ma unite in un senso di comune e raffinata eleganza. L’Italia chiama la Cina per una mostra che mette a confronto le diverse anime della grafica: in scena al Palazzo della Permanente di Milano, dal 4 al 28 giugno, le Convergenze parallele che legano Domenica Regazzoni e Lu Zhiping. Un evento curato da Ivan Quaroni, presentato dalla galleria ARTESPRESSIONE di Milano e prodotto dalla Shanghai International Culture Association con il patrocinio di Expo 2015, Regione Lombardia, Comune di Milano e China Corporate United Pavilion Expo 2015. Un centinaio le opere esposte, a tessere un dialogo tra la filosofia dell’incisione propria della cultura occidentale e quella di tradizione invece orientale. Domenica Regazzoni,cresciuta artisticamente nel settore della grafica nello storico laboratorio di Giorgio Upiglio, insegue la felice dinamica del segno, in una rarefazione della figura che tende a emozioni dal sapore tattile, proponendo, grazie alla tecnica del monoprint, quelli che di fatto risultano come pezzi unici: quasi una contraddizione in termini dell’idea di incisione come linguaggio del multiplo, preziosa e originale rielaborazione di un’intera cultura. Uno sguardo dal sapore archeologico è invece quello gettato da Lu Zhiping, artista ma anche apprezzato docente d’accademia, figura che ama giocare con riferimenti alla cultura tradizionale e alle formule narrative proprie della Cina, scavando nel passato e al tempo stesso riscrivendo costantemente il presente. Le sue incisioni, fitte di elementi della mitologia e mitografia orientale, trattano la superficie della carta quasi si trattasse di un palinsesto, su cui sovrapporre continuamente figure e paesaggi, eroi e divinità, in un sublime e controllatissimo caos visuale.

Milano, Palazzo della Permanente Via Turati, 34 DOMENICA REGAZZONI | LUZHIPING CONVERGENZE PARALLELE A cura di Ivan Quaroni 4–28 giugno 2015 Orari: da martedì a domenica 10.00-13.00/14.30-18.30 Ingresso libero info:www.regazzoni.net

Con il patrocinio di Expo 2015, Regione Lombardia, Comune di Milano e China Corporate United Pavilion–Expo 2015. Coordinamento: Claudio Martino Allestimento: Antonella De Biaggi e Matteo Pacini

Catalogo Allemandi In collaborazione con la Galleria ARTESPRESSIONE (Milano) Editing a cura di Matteo Pacini

BIO Domenica Regazzoni (Valsassina, 1953). Inizia a dipingere nei primi Anni Settanta, frequentando i corsi dell’Accademia di Brera. Abbandona poi la pittura figurativa per un’impostazione più astratta e informale, esponendo in gallerie giapponesi di Tokyo e Kyoto e in sedi prestigiose italiane quali la Fondazione Stelline di Milano, il Complesso del Vittoriano di Roma e Palazzo Vecchio di Firenze. Nell’ultimo decennio si avvicina a lla scultura e alla grafica, collaborando a lungo con lo storico laboratorio di Giorgio Upiglio. Nel 2012 inizia il suo sodalizio con le i stituzioni culturali governative di Shanghai, esponendo all’ Italian Shanghai Center (ex Padiglione Italia EXPO 2010) e alla Tongji University, sede della facoltà di architettura. Ha partecipato alla 54esima edizione della Biennale di Venezia e alla seconda Triennale delle arti visive di Roma.

Lu Zhiping (Shanghai, 1947). È uno dei più importanti artisti cinesi nel campo dell’incisione. Membro della Council Chinise Printmakers Association, direttore del Printmaker Committee of Shanghai Artists Association, membro dello Standing Council of Shanghai Artist. E’ tra gli ideatori e organizzatori della biennale Shanghai International Print Exhibition. È docente allo Shanghai Oil Painting and Sculpture Institute e direttore artistico del Peninsula Printmaking Studio di Shanghai. Ha tenuto mostre personali in diverse città della Cina, in Giappone e negli USA ottenendo premi e riconoscimenti.

Ufficio Stampa CLP Relazioni Pubbliche–Francesco Sala tel. 02.36755700–368.8030576 francesco.sala@clponline.it www.clponline.it

Ufficio Stampa Permanente Francesca D’Avola e Cristina Moretti, tel. 02.6551445 ufficiostampa@lapermanente.it francesca.davola@lapermanente.it

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VENEZIA INCONTRA VENIA DIMITRAKOPOULOU / VENIA DIMITRAKOPOULOU INCONTRA VENEZIA Nuove (e altre) immagini dalla Grecia contemporanea

 

L’iniziativa è ideata da Caterina Carpinato, docente di Lingua e letteratura neogreca a Ca’ Foscari – Dipartimento di Studi Umanistici, per promuovere, insieme ai suoi studenti e alla delegazione giovani del FAI di Venezia, Nuove (e altre) immagini dalla Grecia contemporanea.

La manifestazione, che si svolge nell’ambito del progetto “Biennale Sessions della Biennale Arte 2015;”, è generosamente sostenuta dalla Galleria Artespressione di Milano. L’incontro con l’artista greca sarà articolato in due momenti pubblici: durante il primo, venerdi 6 novembre dalle ore 16,30, presso l’Auditorium Santa Margherita, si offrirà alla comunità accademica e a quella studentesca (ma anche ad un pubblico più ampio) la possibilità di conoscere più da vicino la vitalità della cultura greca contemporanea, forte e dinamica anche in questi anni di crisi economica.  Attraverso un dialogo tra la docente, gli studenti del gruppo Ca’Foscariελληνικά®, gli interventi musicali del gruppo Neochori (costituito da studenti e ex studenti di Ca’ Foscari), Venia Dimitrakopoulou, con le sue parole e le immagini delle sue opere, offrirà -alla comunità accademica e a quella studentesca (ma anche ad un pubblico più ampio)- la possibilità di conoscere ed apprezzare più da vicino la cultura greca, forte e dinamica anche in questi anni di crisi economica.

In secondo momento, invece, ai Giardini della Biennale, sabato 7 novembre, presso la Sala F del Padiglione Centrale, dalle ore 11 alle 13  si svolgerà un workshop sull’arte greca contemporanea, durante il quale l’artista entrerà nel vivo della sua produzione culturale. Nel corso dell’incontro di sabato mattina (ad ingresso agevolato per gli studenti e i docenti di greco a Ca’ Foscari partecipanti al progetto e ad una delegazione del Fondo Ambiente Italiano-sezione Giovani di Venezia, grazie alla generosità di Artespressione, ingresso a pagamento per gli altri), Venia Dimitrakopoulou verrà intervistata dalla fotografa Giorgia Fiorio. Stretta collaboratrice di docenti e studenti di Ca’ Foscari, la Fiorio  attualmente ha in esposizione a Venezia un’opera al Museo Fortuny (un’immagine di Creta alla mostra Proportio) ed una alla casa dei Tre Oci, alla mostra “Sguardo di donna”.

Due donne dalla cultura mediterranea apriranno per la prima volta un discorso fra di loro, affrontando insieme il reciproco modo di accostarsi alla materia, il loro modo di decifrare e rispettare le ombre e le luci, riferendosi alla plasticità della natura e dei corpi. Entrambe appassionate di parole e immagini affronteranno il loro modo di interpretare l’espressione artistica. L’una (Dimitrakopoulou) riproduce, con gli elementi fisici (ferro, creta, pietra, carta, lettere dell’alfabeto…), quello che il mondo circostante le racconta, l’altra (Fiorio) con l’occhio della macchina fotografica, indaga il reale per far emergere l’irreale.

Tra immagini e parole, tra i suoni diversi dell’inglese, del greco, dell’italiano, tra il passato ed il presente, Venia Dimitrakopoulou e Giorgia Fiorio, Caterina Carpinato e gli studenti e i docenti di Ca’ Foscari, Claudio Vernier e i soci del FAI-giovani di Venezia, avranno l’opportunità di conoscere un’altra Grecia, al di fuori e al di là degli stereotipi scolastici e classici, al di fuori e al di là delle catastrofiche condizioni dell’attuale crisi economica e sociale. Verrà presentata una Grecia ferita ma forte, capace di affrontare la crisi economica e gli sbarchi dei migranti, con la ferma volontà di costruire il futuro rispettando il passato e operando positivamente nel presente.

La manifestazione Venia Dimitrakopoulou incontra Venezia/Venezia incontra Venia Dimitrakopoulou: Nuove (e altre) immagini dalla Grecia contemporanea, patrocinata dalla Fondazione Ellenica di Cultura e dal Consolato di Grecia a Venezia, si avvale del supporto di Artespressione-Milano, della collaborazione degli studenti e dei docenti di Ca’ Foscari e del FAI-Sezione giovani Venezia, e mira a promuovere una più ampia diffusione della cultura ellenica a Venezia, città storicamente ed economicamente strettamente connessa con il mondo di lingua greca sin dalla sua fondazione. Venia Dimitrakopoulou è un’affermata scultrice greca, con una ormai consolidata esperienza artistica in campo nazionale ed internazionale. Una sua opera monumentale “Promachones” è stata esposta al Museo Benaki di Atene nel corso del 2014. Capace di riprodurre il figurativo in maniera sublime (si veda la galleria delle sue opere nel sito http://www.dimitrakopoulou.com/portfolio/figurative-sculpture/) Dimitrakopoulou non riesce a trattenere l’esigenza di esprimere il mondo nascosto e l’irrazionale: il suo sforzo di comunicare  oltre le forme convenzionali ha dato esiti altrettanto considerevoli, come grandi teste in pietra lavica o gli immensi cerchi di ferro della sua ultima fatica. Impegnata nel sociale, sin dal 2007, organizza seminari di produzione artistica per bambini nell’isola di Egina. Svolge un ruolo attivo in importanti istituzioni culturali del suo Paese.

Giorgia Fiorio è una fotografa, cantautrice e attrice italiana. Dopo aver frequentato l’International Center Of Photography di New York, diventa un’autrice indipendente, che lavora principalmente su progetti personali a lungo termine, a carattere umanistico.Tra i suoi progetti più noti: “Uomini” (1990/2000), una ricerca durata dieci anni sulle comunità chiuse maschili della società occidentale, il progetto “Il Dono” (2000/2009 patrocinio UNESCO) con 38 missioni in varie parti del mondo aventi come oggetto la relazione tra l’individuo e il sacro e il patrimonio spirituale dell’umanità, e infine il progetto “Sotto il cielo, Rive d’Italia e Cum Finis” (2009) dedicato ai confini naturali del nostro Paese.

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http://www.dimitrakopoulou.com/?lang=en

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COMUNICATO STAMPA

La galleria ARTESPRESSIONE di Paula Nora Seegy chiude la stagione espositiva 2015 ospitando, nell’ambito del programma dedicato ai progetti esterni, la mostra collettiva KOREAN WUNDERKAMMER.

Realizzata da Orange Bridge e dall’Associazione Lombardia-Corea, da anni impegnati nella promozione della cultura e dell’arte coreana nella città di Milano e non solo, la mostra KOREAN WUNDERKAMMER, con la supervisione artistica di Matteo Pacini, animerà dall’1 al 22 dicembre 2015 gli spazi espositivi di Artespressione attraverso le opere di 16 artisti coreani che, in un gioco di sperimentazioni materiche, luci e colori, reinterpreteranno in chiave moderna il concetto di “Wunderkammer”.

Per quanto, del resto, il concetto di Wunderkammer appartenga di diritto alla cultura occidentale, la mostra si prepara a coinvolgere il pubblico italiano in un emozionante viaggio interiore che è slancio consapevole verso nuovi orizzonti artistici, muovendo i suoi passi dalla Vecchia Europa sino ad arrivare al cuore di una moderna Asia, sempre più creativa e animata da spirito di sperimentazione. Né va dimenticato, del resto, che proprio la Corea vanta una mirabile collezione di opere private, una sorta di Wunderkammer dei nostri giorni in territorio asiatico, che prende spunto dalle stanze del celebre Palazzo Changgyeonggung, probabilmente eretto come dimora estiva dell’antica dinastia Goryeo o Koryŏ (da cui il nome Korea), interamente ricostruito nel 1483 ed entrato a far parte dei cinque grandi edifici eretti a Seoul dalla Dinastia Chosun, nonché tra i primi musei nazionali nati per l’appunto da collezioni private e oggi sede della collezione del Museo Imperiale.

Kim Eun-ha, Suh Jung-Kyu, Seo Eun-Jin, Shin Gue-Hang, Shin Sang-Won, Shin Jun, Lee Yun-Min, Lee Ae-Ri, Lee Un, Lee Yoon-Jung, Jang-Hanni, Jeon Ji-Youn, Whang Gue-Beck, Kim in-ock, Lee min-han, Jang sung-an sono i nomi dei 16 artisti coreani le cui opere saranno in mostra presso la galleria Artespressione fino a martedì 22 dicembre 2015.

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Riapertura tutta italiana per la galleria ARTESPRESSIONE che inaugura la stagione espositiva 2016 con la mostra “MAURO BALLETTI. Opere di grafica e pittura dagli anni ’80 ad oggi” a cura di Matteo Pacini.

Grazie alla gallerista Paula Nora Seegy, dal 4 febbraio al 5 marzo 2015, tornerà a calcare le scene milanesi un artista italiano che ha fatto di eclettismo e ironia il fil rouge della sua intera produzione.

Fotografo di moda e di pubblicità, pittore, regista, scultore e realizzatore di video musicali, dal 1973 Balletti è inoltre grafico e fotografo ufficiale di Mina: per quarant’anni ha infatti creato le copertine dei suoi dischi in nome di un fortunato sodalizio artistico.

La mostra prevista negli spazi della galleria ARTESPRESSIONE punterà i riflettori su circa 40 opere di grafica e pittura realizzate da Balletti a partire dagli anni ’80 fino ad oggi, in un percorso creativo che ha portato l’artista ad essere prima ancora che “creatore” di immagini, spettatore di una quotidianità indagata e captata nelle sue infinite suggestioni per poi essere riproposta, in maniera eclettica, attraverso forme morbide, imponenti corpi maschili e giunoniche figure femminile.

Balletti tratteggia con le sue opere un mondo fantasioso, ai limiti del concettuale, tra un vago senso di scompiglio e più o meno palesi contaminazioni che guardano ad artisti del calibro di Fellini, Picasso, Balthus, Caravaggio (per citare qualche nome appena), conducendoci a piccoli passi in una sorta di mondo parallelo fatto di struggente delicatezza e immancabile ironia.

Per ulteriori informazioni

UFFICIO STAMPA 

Giordana Sapienza Mob: +39 342 8538791 Email: giordana.sapienza@gmail.com

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In occasione della Design Week 2016, dal’11 al 18 aprile, la Galleria ARTESPRESSIONE ospiterà presso il proprio spazio la mostra “Il tempo sospeso” che riporta in auge il concetto di artigianalità - intriso di valori artistici, estetici e concettuali - grazie ad una felice intuizione del duo di artisti “Cinquepiùdue”.

Una preview della mostra sarà esposta presso Lo Studio Arredi di Beatrice Petriccione di Vadi in Via San Maurilio 11: in questo contesto alcune delle opere di Cinquepiùdue si integreranno e dialogheranno con gli ambienti arredati grazie ai prodotti dello Studio.

La mostra, a cura di Matteo Pacini, punta i riflettori su tele di velluto frutto di un rito silenzioso in cui i velluti stessi vengono finemente puliti e spazzolati per essere successivamente tesi e poi piegati, in una sorta di origami, ed infine esposti per settimane all’aria aperta e alla luce naturale, modificandone di volta in volta pieghe e angoli. Resta tutto in questo stato di sospensione fino a quando Leonardo e Giulia scelgono di intervenire ed interrompere il ciclo di esposizione: alla fine quello che appare non è più un tessuto inerte ma qualcosa di assimilabile ad una lastra fotografica su cui vi è cesellato tutto il lavoro che la luce ha adoperato nel corso delle settimane.

L’opera diventa così frutto del lavoro combinato tra l’uomo e l’ambiente, facendosi specchio di quanto ognuno di noi, nei modi più diversi, cerchi costantemente di costruire un legame con l’universo (visibile e invisibile).

Cinquepiùdue

Cinque sono le dita di una mano. Due le teste. Cinquepiùdue è anche un modo di vedere il sette. Sette come i cieli, i colori dell’arcobaleno, le lune nuove, i giorni della settimana, i vizi e le virtù, le possibili orbite degli elettroni attorno al nucleo. Cinquepiùdue è un laboratorio itinerante di scultura del pensiero che trova la sua verità nel raggiungimento del nucleo delle cose attraversando i materiali, la loro natura e la loro esplorazione. Illuminare le idee. Scoprire il sogno, il lampo vitale che sorprende. Cinquepiùdue è l’incontro di Leonardo Bastianelli e Giulia Filippi. Leonardo nasce a Foligno (1975) e fin dall’infanzia si diletta a smontare oggetti per capirne l’anatomia e sperimentare materiali e possibilità. È un artigiano con una particolare attenzione e abilità per la lavorazione del legno e la scultura della luce. Giulia Filippi nasce a Vicenza (1982) e fin dall’infanzia è attratta dalla natura delle cose e dalle forme che abitano. È laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia e persegue la ricerca in ogni forma. Collabora dal 2007 con la Collezione Peggy Guggenheim. Nel 2012 Cinquepiùdue è stato selezionato e ha partecipato a Opendesign Italia (Venezia) e ha partecipato a Made in spite of Italy (Foligno,PG). Nel 2013 ha partecipato al workshop “Creatività in 7 dimensioni” tenuto da Stefan Duve (membro dei Mutoid Waste Company) a Terni. Alcuni manufatti, in particolare “Il tempo sospeso #1”, “Sette nodi” e “Ventidue gradi”, sono stati inseriti all’interno del catalogo 2015 “Brick up” di Gervasoni 1882.

Per ulteriori informazioni

GALLERIA ARTESPRESSIONE

Via della Palla 3, Milano

www.artespressione.com

+39 329 9648086

 

CINQUEPIÙDUE

www.cinquepiudue.com

LO STUDIO ARREDI

www.lostudioarredi.com

 

UFFICIO STAMPA

Giordana Sapienza

Mob: +39 342 8538791 giordana.sapienza@gmail.com

 

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Dal 21 aprile al 30 giugno 2016 la città di Milano ospiterà in anteprima nazionale presso la Galleria ARTESPRESSIONE di Paula Nora Seegy la mostra personale dell’artista Venia Dimitrakopoulou, curata da Matteo Pacini e Charis Kanellopoulou, e concepita attraverso un duplice percorso espositivo

Il piano terra della galleria accoglierà, infatti, un reportage fotografico relativo all’opera monumentale Promahones progetto fotografico con il quale la galleria ARTESPRESSIONE parteciperà all’edizione 2016 del Milano PhotoFestival.

Al piano superiore, una retrospettiva sull’ampia produzione di Venia Dimitrakopoulou, con una selezione di sculture e opere in carta.

La mostra proposta prosegue l’impegno dalla Galleria ARTESPRESSIONE nel promuovere l’artista greca a seguito del workshop organizzato in occasione delle Session della Biennale di Venezia 2015, dall’ Università Ca' Foscari. Il progetto, nato da un’idea della Prof.ssa Caterina Carpinato, è stato sostenuto da ARTESPRESSIONE e realizzato in collaborazione con FAI Giovani e Consolato di Grecia a Venezia.

Di origini greche, Venia Dimitrakopoulou interagisce con diversi materiali (pietra, marmo, legno, carta, metallo, vetro), avvalendosi delle varie tecniche artistiche per dare sfogo ad una poetica toccante e profonda, che trova nella scultura la forma espressiva privilegiata.

Attualmente le sue opere sono in parte esposte in spazi pubblici e in parte appartengono a collezioni private sia in Grecia che all'estero. La sua ultima opera "Promahones" risale all'inverno 2014, un'installazione scultorea realizzata in acciaio su scala monumentale, presentata nel patio del Benaki Museum di Atene. Il monumento verrà a breve definitivamente ricollocato all'esterno del Museo Nazionale Archeologico di Atene.

Promahones si rifà all’immagine di un ipotetico stato d'assedio, a uno stare in guardia come in attesa della battaglia, in totale atteggiamento di resistenza, in un susseguirsi di luci e ombre che creano un ambiente ‘mutevole’, dove ciascuno con il corpo e con l'anima si perde e si ritrova secondo il proprio sentire, sperimentando una sinestesia dei sensi.

Del resto, spiega Venia Dimitrakopoulou “Gli studi di teatro e musica hanno affinato la mia sensibilità di artista e mi hanno spronata verso continue sperimentazioni. Amo combinare tra loro mezzi e forme di diversa natura così come amo combinare, ad esempio, le arti visive con la musica, in una sorta di narrazione artistica fatta di segni idee concetti e significati tutti da scoprire, mai banali o dati per scontato. Vivo l’arte come una totalità che muove i sensi e sprigiona il pensiero, facendosi essa stessa processo di esplorazione e avventura attraverso cui celebrare in ogni momento il miracolo della vita umana”.


PRESS RELEASE

Per maggiori informazioni

PRESS OFFICE

Giordana Sapienza

Mob. 39 342.8538791

Email: giordana.sapienza@gmail.com

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Tono Mucchi si ripresenta al pubblico milanese con un’eclettica personale dominata dal sottile uso del mezzo digitale, in una costante ricerca di equilibrio e armonia.

La mostra “TONO MUCCHI - Miniature”, curata da Matteo Pacini, sarà ospitata dal 24 novembre 2016 al 10 gennaio 2017 presso la Galleria ARTESPRESSIONE di Paula Nora Seegy, in via della Palla 3 a Milano.

Colori dai toni gradevoli e grande accuratezza nella resa dei particolari fanno da cornice a quei “paesaggi naturalistici d’invenzione” di cui ha scritto Giorgio Soavi a proposito di Mucchi e dei suoi mondi dove inspiegabilmente tutto è al tempo stesso surreale e realistico.

ARTESPRESSIONE proporrà alcune elaborazioni digitali di piccola dimensione realizzate sulla base di scatti autoprodotti dall'artista che, attraverso questa tecnica, ricrea atmosfere, forme nuove e sorprendenti ma sempre in sintonia con la sua pittura degli anni '80 e '90.

“Da sempre lo smisurato stupisce” – afferma Tono Mucchi – “La miniatura, al contrario, sollecita un’osservazione attenta e instaura una relazione più intima. La grande opera la vedono gli amici, la miniatura te la guardi per i fatti tuoi”.

Nato nel 1938 a Milano, dove tuttora lavora dividendosi fra la capitale meneghina e l'Umbria, Mucchi si è inizialmente cimentato nella produzione di oli, inchiostri su carta e acrilici per poi passare, dal 2000 in avanti, alla realizzazione di opere tridimensionali, foto e elaborazioni digitali, rimarcando la sua vena poliedrica di artista dal grande estro e dal forte, nonché continuo, desiderio di sperimentazione.

Mucchi, per sua stessa ammissione, è un pittore che nel corso della propria carriera artistica ha attinto più dall’esperienza che non dallo studio e il suo progressivo avvicinamento all’arte affonda le radici nella figura paterna dominata da una straordinaria passione per l’arte.

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Giovedì 20 aprile, a partire dalle ore 18.30, la galleria Artespressione di Paula Nora Seegy è lieta di presentare la mostra APPUNTI POST APOCALITTICI, progetto fotografico di Luca Centola inserito nel contesto del Milano Photofestival 2017. La mostra, a cura di Matteo Pacini, sarà e visitabile fino a sabato 6 maggio 2017.

Il progetto nasce con l’obiettivo di superare la visione meramente estetica del paesaggio post-industriale e la semplice ed effimera fascinazione che le imponenti strutture in abbandono provocano in chi le osserva. Il paesaggio industriale pone questioni spesso irrisolte sulle scelte operate in passato in nome di quella corsa all’industrializzazione che pareva ineluttabile e che si rivela sempre più fallimentare. Gli scheletri delle fabbriche in abbandono testimoniano l’impossibilità di replicare modelli di sviluppo estranei al contesto d’origine e le carcasse dei macchinari, ormai in disuso, rimangono come baluardo in memoria dei luoghi del lavoro, le cui condizioni di abbandono di oggi sono violenza sul paesaggio di cui fanno parte da anni. Questa sequenza di immagini, parte di un progetto più ampio, racconta di luoghi in cui l’abbandono si sostituisce alla presenza umana, di cui rimane traccia solo attraverso i simulacri dell’attività operaia. L’accento si pone su una questione basilare, ovvero il consumo intensivo di territorio per la realizzazione di nuove costruzioni in un paese che di strutture in abbandono, inutilizzate e utilizzabili, di certo non scarseggia. Non è di certo questo un sinonimo di evoluzione, che sta invece nel recupero e nel riuso di strutture che, oltre ad un valore storico e sociale per le comunità che direttamente o indirettamente ne sono state coinvolte, occupano in genere zone di grande interesse urbanistico perché collocate a ridosso, se non all’interno, di quasi tutti i centri urbani. La catalogazione del patrimonio industriale, che attraverso la fotografia ne cristallizza lo stato di conservazione nel tempo, fornisce l’unica e adeguata base conoscitiva per mettere al sicuro un passato sempre più a rischio, imprescindibile nelle successive politiche di conservazione e riuso dei siti, fortemente incentivato nel nord Europa ma ancora in grande ritardo in Italia.

Il progetto nasce con la collaborazione dell’AIPAI - Associazione Italiana Patrimonio Archeologia Industriale - promosso attraverso due mostre e una pubblicazione realizzate nel 2016 dal Museo d’Arte Medioevale e Moderna della Basilicata - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo MIBACT.

LA STAMPA AL PLATINO PALLADIO

La tecnica di stampa utilizzata per questa serie di scatti è a “contatto” detta al platino palladio, considerata il punto di arrivo qualitativo nella stampa fotografica in bianco e nero. Questa tecnica offre diverse possibilità di controllo: la tinta dell'immagine varia a seconda del dosaggio dei sali metallici nell'emulsione fotosensibile e le stampe realizzate hanno una durata nel tempo, non solo superiore a quella delle stampe all'argento, ma paradossalmente anche a quella della carta su cui l'immagine è impressa. Le stampe vengono realizzate a contatto da negativo che deve avere quindi lo stesso formato della stampa. La tecnologia digitale oggi permette di ottenere negativi di grande formato di qualità eccellente. Con una soluzione di ossalato ferrico e potassio cloroplatinito si sensibilizza un foglio di carta che, a contatto di un negativo, viene esposto a una sorgente di luce ricca di raggi UV (la luce del sole ad esempio). Lo spettro UV riduce lo ione ferrico, producendo una debole immagine. Nel successivo sviluppo il sale ferroso riduce a sua volta il sale di platino, costituendo l’immagine finale e lasciando intorno al perimetro dell’immagine le caratteristiche spennellate scure, visibili in alcune delle opere in mostra e che non rappresentano un vezzo artistico, bensì la traccia del prezioso procedimento di stampa.

LUCA CENTOLA - BIOGRAFIA ESSENZIALE

Fotografo professionista, vive e lavora a Matera. Si laurea in Conservazione dei Beni culturali con una tesi sui villaggi operai lucani. Nel 2011 frequenta il Master in Gestione e valorizzazione del patrimonio industriale mentre, non ancora trentenne, ricopre il ruolo di segretario all'Assessorato alla Cultura del Comune di Matera. Dal 2009 è segretario della sezione Basilicata dell'AIPAI (Associazione Italiana Patrimonio Archeologia Industriale). Nella sua ventennale attività di fotografo, tra i suoi più apprezzati progetti, si ricordano la serie fotografica sull'area ex Falck di Sesto San Giovanni (Milano) e le diverse pubblicazioni su testate specializzate, tra le quali Patrimonio Industriale, rivista ufficiale dell’AIPAI, con un'intervista di Rossella Monaco e Mariano Maugeri. Tra i progetti espositivi realizzati nel solo 2016 si citano: - Appunti Post Apocalittici, mostra itinerante a cura di Marta Ragozzino, esposta presso il Museo Nazionale d’arte Medievale e Moderna della Basilicata di Palazzo Lanfranchi. - Lo zuccherificio di Policoro, mostra a cura di Marta Ragozzino, esposta presso il Museo della Siritide a Policoro. - Misereor, installazioni audio/visive performative ideate e curate in collaborazione con Simona Spinella e con MaterElettrica, spin-off del Conservatorio E. Duni di Matera. - Risveglio, visual-performance per la scenografia del concorso International Composing Competition di Bologna per la commemorazione della strage del 2 agosto 1980.

Per informazioni: artespressione@gmail.com 0039 329 9648086

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Giovedì 16 febbraio, a partire dalle ore 18.30, la galleria Artespressione di Paula Nora Seegy è lieta di presentare SUB UMBRA, personale dell’artista Cristiana Palandri, a cura di Matteo Pacini, in mostra fino a sabato 4 Marzo 2017.

Tratto da Les Travailleurs de la mer, Sub Umbra è il passaggio del romanzo nel quale Victor Hugo descrive il peso che le tenebre esercitano sull’animo umano, in una calzante metafora della sua esperienza esistenziale. Nelle tenebre vi è unione tra i misteri del Cosmo e del destino umano e, in esse immerso, l’uomo avverte un profondo senso d’incompletezza e vulnerabilità. Lo spettacolo è cupo e il senso di oppressione lo spinge a prostrarsi difronte all’ignoto ma, per un momento, è come se l’anima si dilatasse. Il labile confine tra reale e immaginario, che nelle tenebre si sovrappongono, crea un mondo parallelo i cui paesaggi sono fonte d’ispirazione di una lunga tradizione artistica che va dal Mausoleo di Galla Placida a Giotto, da Piero della Francesca a Van Gogh.

Nei disegni in mostra, realizzati a tecnica mista su carta, forme e creature zoomorfe fluttuano nella china e nell’ oro in un flusso in cui la scrittura è trattata come il disegno. Oltre alla serie di disegni Pour Victor Hugo, in mostra prendono spazio anche altre serie di opere legate al notturno. Nelle Cosmogonie, l’artista riproduce costellazioni immaginarie con una tridimensionalità data dalla stratificazione delle varie pellicole d’inchiostro, svelando un aspetto lirico e sognate della sua poetica che spesso rimane celato dietro l’inquietudine di superfice.

Artista poliedrica e interdisciplinare, Cristiana Palandri si muove da anni nel panorama dell’arte contemporanea internazionale esponendo in numerose città italiane (tra le altre Milano, Torino, Venezia, Firenze, Roma) e all’estero (New York, Berlino, Cluj-Napoca, Seoul, Bangkok), operando una ricerca artistica eterogenea che abbraccia disegno, scrittura, installazione, scultura, fotografia e performance come passi conseguenziali di un unico percorso di narrazione. Dividendosi per anni tra le arti visive e la musica (dal 2010 è conosciuta come sound artist e producer con l’alias Yokokono), lavora sempre più intensamente all’interazione fra i due linguaggi affrontati a lungo come canali separati ma che convergono al punto di spingerla a intraprendere un percorso di specializzazione in composizione elettroacustica presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

BIOGRAFIA ESSENZIALE

Cristiana Palandri (1977) vive e lavora a Milano. Dopo gli studi in Pittura e Grafica d'arte, rispettivamente all’Accademia di Belle Arti di Bologna e alla University of The West of England di Bristol, sono numerose le mostre personali e collettive a cui partecipa dal 2007 al 2015.

Fra le principali, ricordiamo: Reverse, alla Fondazione Merz, Torino; Slipping time alla Sabot Galley Project Space di Cluj Napoca, Romania; Noiseless alla Scaramouche Gallery di New York; Time and materials, alla Horton Gallery di Berlino; Springs in white, Bangkok Art and Cultural Center di Bangkok, Thailand; Arimortis, al Museo del 900 di Milano e Osservazione della natura in stato di quiete, al Museo Marino Marini di Firenze.

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Negli spazi della galleria Artespressione di Paula Nora Seegy, in via della Palla n.3 a Milano, giovedì 11 maggio 2017, a partire dalle ore 18.30, si terrà il cocktail inaugurale della mostra Nudi e forme, l’arte per ricominciare a vivere che vedrà esposte una serie di opere dell’artista lombarda DOMENICA REGAZZONI.

L’evento è organizzato dall’ ASSOCIAZIONE LIBELLULE ONLUS che da anni opera in sostegno alla complessa fase di superamento del decorso post operatorio del cancro al seno o all’apparato genitale.

Parte del ricavato delle opere in vendita sarà devoluta all’associazione onlus Libellule che nasce per trasformare la vita delle donne reduci da un intervento, dando loro una chance per ricominciare a vivere secondo i tre valori fondamentali dell’associazione:

ACCOGLIENZA: non siamo numeri ma persone con un nome e una storia alle spalle. L’associazione è un luogo dove ritrovarsi, dove professionalità, amicizia e condivisione saranno valori fondamentali.

FOLLOW UP completo, due volte l’anno, “ su misura”. Risultati immediati, nessuna perdita di tempo. Soprattutto mai più stress da attesa.

RINASCITA: Star bene vuol dire volersi bene. Non solo cura ma anche svago, incontri con esperti, styling di moda, personal trainer, make up artist. Il meglio per riappropriarsi della propria femminilità.

L’esposizione, a cura di Matteo Pacini, sarà visitabile fino a sabato 20 maggio 2017, dal martedì al sabato dalle ore 12 alle ore 19. Per ulteriori informazioni e appuntamenti contattare la mail artespressione@gmail.com o chiamare il numero 0039 329 9648086.

 

DOMENICA REGAZZONI

Nudi e forme, l’arte per ricominciare a vivere.

La selezione di opere in mostra rappresenta un’efficace sintesi dell’ampia produzione artistica di Domenica Regazzoni, artista in continua evoluzione che, sulla scia delle ricerche astrattiste del Novecento avviate da Kandinskij e Paul Klee, sperimenta le diverse discipline artistiche avvalendosi persino della musica per percorrere la strada del suo perfezionamento poetico.

“Tento di evocare quello che sta dietro la superficie delle cose; ecco perché, a volte, una linea non ha più lo scopo di indicare qualcosa, che liberata da aspetti secondari acquista una sua intima musica, una forza interiore… forse tendo all’astratto, verso un mondo più felice di quello che mi circonda”

Con queste parole Domenica Regazzoni si preparava, già dalla fine degli anni ottanta, al passaggio dall’arte figurativa all’astrazione.

Sembra vivesse questo passaggio come una sorta di liberazione poiché, a volte, davvero la forma rappresenta una gabbia dalla quale è necessario prescindere per liberare l’essenza delle cose.

Ciò vale anche per le persone e bene lo sanno le donne che, a causa delle cicatrici dovute a interventi traumatici, si trovano a fare i conti con un corpo che non rispondere più ai canoni estetici comunemente accettati.

In momenti come questo la “forma” sembra divenire condanna ma il dolore non deve incarnare un sentimento vergognoso da estirpare o da occultare. La vita consta, non soltanto d’integrità, ma anche di rottura e, come tale, va accolta. L’imperfezione estetica non rappresenta un elemento capace di rovinare l’armonia di una figura bensì testimonianza della sua unicità. In questi casi l’arte, astratta soprattutto, può esercitare il suo effetto terapeutico rinvigorendo l’anima.

Domenica Regazzoni coltiva da anni la sua ricerca e affronta il mestiere di artista consapevole della responsabilità che esso ha nei confronti del mondo.

Dopo la fase figurativa dei paesaggi ad acquarello e dei raffinati e pensierosi nudi degli anni settanta e ottanta, l’artista si avvia, infatti, verso un’impostazione più formale.

Negli anni novanta avviene il passaggio alle sperimentazioni astratte e materiche, realizzate grazie al recupero dei materiali provenienti dal laboratorio paterno, storico liutaio lombardo e punto cardine della vita dell’artista. Gillo Dorfles chiama questi lavori “documenti dell’artigianalità familiare” poiché, grazie all’influenza della figura paterna, le suggestioni musicali giocano un ruolo chiave nella sua poetica indirizzata all’interazione fra tutte le arti.

L’abbandono della forma si traduce in un’astrazione poliedrica e libera che approda alla sperimentazione delle tecniche calcografiche, fase più matura del suo lavoro.

Attraverso la tecnica del monotipo, la Regazzoni nega all’incisione il carattere di riproducibilità in serie tipica delle arti grafiche e realizza, per mezzo di un torchio, esemplari dal valore pittorico di opere uniche e irripetibili.

 

Matteo Pacini

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

 Domenica Regazzoni nasce in Valsassina (Lecco) nel 1953.

Inizia a dipingere nei primi anni settanta frequentando i corsi serali all’Accademia di Brera. A poco a poco abbandona la pittura figurativa per passare a un’impostazione più astratta e informale. Dai primi anni novanta la sua opera è volta a cercare un punto d'incontro tra pittura, scultura, musica e poesia, alla ricerca delle intime affinità che legano colore e materia, suono e parola.

Nel 1992, a cura di Giorgio Seveso, illustra per la collana All’insegna del pesce d’oro di Vanni Scheiwiller Canto segreto, una raccolta di poesie di Antonia Pozzi.

Ispirandosi alle più poetiche canzoni di Mogol e di Lucio Dalla nascono le mostre Colore Incanto (catalogo a cura di Paola Gribaudo, Torino) e Regazzoni & Dalla (catalogo Galleria Blu, Milano).Vengono realizzate esposizioni personali a Tokyo (Ginza Center Point Gallery, 1997) e in spazi pubblici di numerose città italiane, tra le quali Bergamo (Centro Culturale San Bartolomeo, 1996), Milano (Fondazione Stelline, 1998), Roma (Complesso del Vittoriano, 2000) e Bologna (ex chiesa di San Mattia, 2001).

Nel 2000 pubblica una monografia ispirata alla poesia Haiku, edita da Viennepierre. Nello stesso anno, in seguito alla scomparsa del padre Dante Regazzoni, grande liutaio lombardo, nasce l’esigenza di realizzare la mostra Dal Legno al Suono (catalogo Skira, Milano, a cura di Gillo Dorfles, 2003) ispirata all’arte della liuteria. L’esposizione, di volta in volta arricchita da nuovi lavori, viene presentata a Firenze (Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, 2003), Milano (Teatro dal Verme, 2004), Lecco (Museo Civico di Villa Manzoni, 2005), Roma (Auditorium Parco della Musica, 2006).

Le esposizioni ispirate alla liuteria proseguono nel 2006 con Lo spartito del sogno alla Compagnia del Disegno di Milano, a cura di Domenico Montalto. La mostra viene riproposta in una nuova versione nel 2008 all’Università Bocconi ed alla Miyawaki Gallerie di Kyoto con il titolo From wood to sound. Nell'ottobre dello stesso anno inaugura al Museo Internazionale e biblioteca della musica di Bologna la mostra Scolpire la musica (catalogo Skira a cura di Martina Corgnati).

Dal 2007 inizia a lavorare nel campo dell’incisione presso la stamperia di Giorgio Upiglio con cui collaborerà fino al 2013, anno della della sua scomparsa.

Nel 2009 una sua grande scultura in bronzo The Broken Violin viene collocata permanentemente nel Coltea Park, piazza dell'Università di Bucarest (Romania).

Nel 2010 il Comune di Sestri Levante organizza una mostra retrospettiva sui dipinti ispirati alla città ligure creati durante i frequenti soggiorni avvenuti negli anni dal 1980 al 1990.

Nel 2011 partecipa con alcune opere all'esposizione organizzata al Palazzo delle Esposizioni di Torino nell'ambito degli eventi correlati alla 54ª Biennale di Venezia.

Nel 2012 allestisce in una galleria milanese un'interessante mostra "a due mani" con il grande fotografo Gabriele Basilico in cui le foto dell'acciaieria Falck dismessa si fondono con le tele di una "Milano" interpretata dall’artista lombarda. Nello stesso anno due mostre personali in Cina allo Shanghai Italian Center e a Suzhou oltre alla partecipazione ad Art Fair di Shanghai.

Nel mese di aprile e maggio del 2013 ritorna a Shanghai per una mostra personale alla Tongji University organizzata dal dipartimento di Architettura e Pianificazione Urbanistica. Nell'ottobre dello stesso anno tiene una personale alla galleria nord del Parlamento Europeo a Strasburgo.

Nel 2014 è tra gli artisti protagonisti della Triennale di Arti visive di Roma.

Nel giugno 2015 allestisce la mostra di "monoprint" Convergenze Parallele insieme all'incisore cinese Lu Zhiping in collaborazione con la Shanghai International Culture Association. La mostra al Palazzo della Permanente di Milano (catalogo Allemandi Torino, a cura di Ivan Quaroni), è stata inserita nelle iniziative di ExpoinCittà.

LA GALLERIA ARTESPRESSIONE

ARTESPRESSIONE è un progetto che nasce nel maggio 2009 da un’idea di Paula Nora Seegy con
l'obiettivo di favorire l'interazione e le sinergie delle diverse espressioni artistiche in uno spazio espositivo pensato per ospitare mostre ed eventi nel cuore della “Vecchia Milano”, a due passi da Piazza Duomo.

Senza essere rappresentativa di nessuna corrente in particolare, Artespressione segue una linea autonoma incentrata su un programma espositivo di sapore internazionale a cura di Matteo Pacini, dividendosi equamente fra pittura, scultura e fotografia. Negli ultimi tre anni ARTESPRESSIONE ha organizzato numerosi eventi tra mostre personali e collettive, in galleria e presso altri spazi, partecipando a festival, manifestazioni e fiere d’arte in Italia e all’Estero.

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Venerdì 23 giugno, dalle ore 19.00, la Galleria La Loggia di Carona in collaborazione con ARTESPRESSIONE è lieta di presentare la mostra APPUNTI POST APOCALITTICI, progetto del fotografo lucano Luca Centola, inserito nel contesto della prima edizione di CARONA IMMAGINA, rassegna fotografica a cielo aperto organizzata dalla galleria La Loggia con il sostegno di Phosphor Asset Management. La mostra di Centola, a cura di Matteo Pacini, tratta il tema dell’archeologia industriale e nasce con l’obiettivo di superare la visione meramente estetica del paesaggio post-industriale e la semplice ed effimera fascinazione che le imponenti strutture in abbandono provocano in chi le osserva. Essa si unisce ai tre distinti percorsi fotografici sviluppati per le vie principali del pittoresco nucleo storico di Carona che vedono in mostra opere dei due fotografi Alessandra Meniconzi e Ettore Silini, insieme ad una selezione di opere degli studenti di fotografia del Centro Scolastico per le Industrie Artistiche (CSIA) di Lugano. L’esposizione, allestita all’interno della Galleria la Loggia, sarà visitabile fino a domenica 23 luglio 2017, tutti i fine settimana dalle 12.00 alle 19.00 e su appuntamento.

APPUNTI POST APOCALITTICI

Il progetto nasce con l’obiettivo di superare la visione meramente estetica del paesaggio post-industriale e la semplice ed effimera fascinazione che le imponenti strutture in abbandono provocano in chi le osserva. Il paesaggio industriale pone questioni spesso irrisolte sulle scelte operate in passato in nome di quella corsa all’industrializzazione che pareva ineluttabile e che si rivela sempre più fallimentare. Gli scheletri delle fabbriche in abbandono testimoniano l’impossibilità di replicare modelli di sviluppo estranei al contesto d’origine e le carcasse dei macchinari, ormai in disuso, rimangono come baluardo in memoria dei luoghi del lavoro, le cui condizioni di abbandono di oggi sono violenza sul paesaggio di cui fanno parte da anni. Questa sequenza di immagini, parte di un progetto più ampio, racconta di luoghi in cui l’abbandono si sostituisce alla presenza umana, di cui rimane traccia solo attraverso i simulacri dell’attività operaia. L’accento si pone su una questione basilare, ovvero il consumo intensivo di territorio per la realizzazione di nuove costruzioni in un paese che di strutture in abbandono, inutilizzate e utilizzabili, di certo non scarseggia. Non è di certo questo un sinonimo di evoluzione, che sta invece nel recupero e nel riuso di strutture che, oltre ad un valore storico e sociale per le comunità che direttamente o indirettamente ne sono state coinvolte, occupano in genere zone di grande interesse urbanistico perché collocate a ridosso, se non all’interno, di quasi tutti i centri urbani. La catalogazione del patrimonio industriale, che attraverso la fotografia ne cristallizza lo stato di conservazione nel tempo, fornisce l’unica e adeguata base conoscitiva per mettere al sicuro un passato sempre più a rischio, imprescindibile nelle successive politiche di conservazione e riuso dei siti, fortemente incentivato nel nord Europa ma ancora in grande ritardo in Italia. Il progetto nasce con la collaborazione dell’AIPAI - Associazione Italiana Patrimonio Archeologia Industriale - promosso attraverso due mostre e una pubblicazione realizzate nel 2016 dal Museo d’Arte Medioevale e Moderna della Basilicata - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo MIBACT.

LA STAMPA AL PLATINO PALLADIO

La tecnica di stampa utilizzata per questa serie di scatti è a “contatto” detta al platino palladio, considerata il punto di arrivo qualitativo nella stampa fotografica in bianco e nero. Questa tecnica offre diverse possibilità di controllo: la tinta dell'immagine varia a seconda del dosaggio dei sali metallici nell'emulsione fotosensibile e le stampe realizzate hanno una durata nel tempo, non solo superiore a quella delle stampe all'argento, ma paradossalmente anche a quella della carta su cui l'immagine è impressa. Le stampe vengono realizzate a contatto da negativo che deve avere quindi lo stesso formato della stampa. La tecnologia digitale oggi permette di ottenere negativi di grande formato di qualità eccellente. Con una soluzione di ossalato ferrico e potassio cloroplatinito si sensibilizza un foglio di carta che, a contatto di un negativo, viene esposto a una sorgente di luce ricca di raggi UV (la luce del sole ad esempio). Lo spettro UV riduce lo ione ferrico, producendo una debole immagine. Nel successivo sviluppo il sale ferroso riduce a sua volta il sale di platino, costituendo l’immagine finale e lasciando intorno al perimetro dell’immagine le caratteristiche spennellate scure, visibili in alcune delle opere in mostra e che non rappresentano un vezzo artistico, bensì la traccia del prezioso procedimento di stampa.

LUCA CENTOLA - BIOGRAFIA ESSENZIALE

Fotografo professionista, vive e lavora a Matera. Si laurea in Conservazione dei Beni culturali con una tesi sui villaggi operai lucani. Nel 2011 frequenta il Master in Gestione e valorizzazione del patrimonio industriale mentre, non ancora trentenne, ricopre il ruolo di segretario all'Assessorato alla Cultura del Comune di Matera. Dal 2009 è segretario della sezione Basilicata dell'AIPAI (Associazione Italiana Patrimonio Archeologia Industriale). Nella sua ventennale attività di fotografo, tra i suoi più apprezzati progetti, si ricordano la serie fotografica sull'area ex Falck di Sesto San Giovanni (Milano) e le diverse pubblicazioni su testate specializzate, tra le quali Patrimonio Industriale, rivista ufficiale dell’AIPAI, con un'intervista di Rossella Monaco e Mariano Maugeri.Tra i progetti espositivi realizzati nell’ultimo anno si citano:

- Appunti Post Apocalittici, mostra a cura di Matteo Pacini inserita nel contesto MILANO PHOTOFESTIVAL 2017, galleria Artespressione Milano. - Appunti Post Apocalittici, mostra itinerante a cura di Marta Ragozzino, esposta presso il Museo Nazionale d’arte Medievale e Moderna della Basilicata di Palazzo Lanfranchi. - Lo zuccherificio di Policoro, mostra a cura di Marta Ragozzino, esposta presso il Museo della Siritide a Policoro. - Misereor, installazioni audio/visive performative ideate e curate in collaborazione con Simona Spinella e con MaterElettrica, spin-off del Conservatorio E. Duni di Matera. - Risveglio, visual-performance per la scenografia del concorso International Composing Competition di Bologna per la commemorazione della strage del 2 agosto 1980.

Per informazioni: www.artespressione.com www.caronaimmagina.ch

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“3X100POP”è il titolo dell’opera di David Pompili, a cura di Matteo Pacini e Artespressione Milano, realizzata su commissione del Consolato Britannico per celebrare il compleanno della Regina Elisabetta II e l’anniversario dei cento anni d’insediamento del Consolato Britannico a Milano.

L’Ambasciata e il Consolato Britannico hanno commissionato all’artista umbro David Pompili (Spoleto 1970) l’opera 3X100POP”, progetto a cura di Matteo Pacini e Artespressione Milano, presentato ufficialmente in occasione del compleanno della Regina Elisabetta II, le cui celebrazioni si sono svolte presso Villa Necchi Campiglio a Milano il 21 giugno scorso.

All’evento, organizzato anche per celebrare i cento anni di attività del Consolato Britannico a Milano, hanno partecipato il Ministro inglese per gli investimenti Graham Sturat MP oltre all’Ambasciatore in Italia Jill Morris e il Console generale Tim Flear.

L’ARTISTA

David Pompili (Spoleto 1970) attua da anni la sua ricerca artistica offrendo preziosi spunti di riflessione sugli effetti del bombardamento mediatico cui siamo continuamente esposti. Il processo creativo delle sue opere avviene attraverso la rielaborazione di immagini e temi emblematici della società contemporanea, attingendo dal trash televisivo, dalla pubblicità, dalla cronaca e dalla politica, come dalla storia e dall’iconografia di repertorio.

Assimila, decompone, ricompone e infine restituisce immagini sotto forma di metaforiche allegorie, avvalendosi di tecniche artistiche come il collage, la pittura, lo stencil e la grafica, applicati su materiali poveri e di recupero come carta, cartoni da imballaggio e oggetti di uso comune usati come supporto.

L’ispirazione di David Pompili proviene dalla moltitudine di movimenti artistici che spaziano tra la Pop e la Street art, passando per il graffitismo, il muralismo e i codici espressivi urbani affermatisi negli ultimi decenni del secolo scorso. Pompili, con tenacia e coerenza, elabora nel tempo uno stile solido e riconoscibile, i cui risultati sono opere che appagano per forma e contenuti che difficilmente lasciano indifferenti lo spettatore.

L’OPERA

Volta a celebrare i cento anni d’insediamento del Consolato Britannico in Italia e la storica interazione tra i due Paesi, l’opera 3X100POP è un progetto a cura di Matteo Pacini ed è stata ideata per l’occasione su cinque pannelli quadrati realizzati in tecnica mista su cartone, tipico supporto utilizzato dall’artista umbro.

La composizione dell’opera vede alternarsi le icone di alcuni capisaldi della cultura britannica dei quali, in questo periodo, ricorrono diversi anniversari.

Ecco quindi che, sullo sfondo dell’Union Jack, Pompili fa coabitare soggetti di diversa natura e personaggi iconici come Frankenstein, celebre romanzo di cui ricorre il bicentenario dalla prima pubblicazione nel 1818, e Jane Austen, gigante della letteratura inglese recentemente commemorata per i duecento anni dalla sua scomparsa. Non mancano riferimenti all’UK Civil Service e ai cento anni di costituzione delle Air Force Britanniche nel 1918, data che vide, tra le altre cose, l’attesa estensione del diritto di voto alle donne con la proclamazione del Suffragio Femminile.

 

 

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La scultrice greca Venia Dimitrakopoulou torna ad esporre eccezionalmente in Italia con una importante mostra personale ospitata presso il Museo archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo dal 16 novembre 2018 al 3 febbraio 2019, intitolata “Venia Dimitrakopoulou. Futuro Primordiale - Materia”.

Al Museo Salinas il composito universo creativo dell’artista è rappresentato da una considerevole selezione di opere - sculture, carte e installazioni, alcune esposte per la prima volta in Italia - tra cui spiccano inedite realizzazioni site-specific, per una mostra-installazione, curata da Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini, che dialoga con i reperti archeologici esposti in permanenza nelle sale museali. Il Salinas, infatti, è il più antico museo dell’isola e la più importante istituzione museale pubblica dedicata all’arte greca e punica in Sicilia, che su indirizzo del Direttore Francesca Spatafora si è aperta negli ultimi anni anche ai linguaggi dell’arte contemporanea.

L’esposizione gode dei patrocini del Ministero della Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica, dell’Ambasciata di Grecia a Roma, del Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Atene (EMST), dell’Assessorato Regionale e del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana - Regione Siciliana, del Comune di Palermo ed è inserita nelle manifestazioni del progetto Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

La mostra palermitana è la prima tappa della “Trilogia Italia” organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura – Italia in collaborazione con l’Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici “Bruno Lavagnini” e con Artespressione di Milano, galleria di riferimento dell’artista in Italia per questa rassegna che tocca anche Torino e Trieste. Il percorso, che presenta delle peculiarità per ogni città, coinvolge infatti prestigiose sedi espositive: oltre al MUSEO SALINAS di Palermo, la GALLERY della FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO a Torino dal 22 febbraio al 31 marzo 2019, quindi il CIVICO MUSEO SARTORIO e il CASTELLO DI SAN GIUSTO a Trieste dal 12 aprile al 14 giugno 2019.

La “Trilogia” evidenzia la tematica propria di tutta la produzione della scultrice ellenica: il dialogo continuo tra il passato e il presente, partendo dal ricco retaggio archeologico che accomuna la cultura greca a quella del nostro Paese. Da qui il titolo “Futuro Primordiale”, declinato con un sottotitolo specifico per ciascuna delle tre mostre: a Palermo “Materia”, a Torino “Logos” e a Trieste “Suono”. «Tutte e tre le esposizioni – precisa l’artista – sono legate dallo stesso filo conduttore, quello che tengo saldamente in mano per non perdermi, quello che, in questa occasione, definisco “Futuro Primordiale”. Viene dal profondo del tempo e, con la consapevolezza del presente, sento che può condurci al futuro rendendolo meno incerto».

In tutti i lavori esposti al Museo Salinas protagonista è la materia – dalla pietra lavica alla carta a mano cinese, dal bronzo al marmo, al gesso – che sottolinea quanto l’archeologia riviva nella contemporaneità e l’immersione nel passato serva a comprendere il presente. Spiega infatti la scultrice: «A Palermo espongo le pietre vulcaniche, le teste dei guerrieri caduti e degli eroi, così come le opere su carta cinese, le Vesti di Nesso, l’Armatura Segreta e le Linee di pensiero. È un dialogo tra fragilità e solidità, l’effimero e l’eterno. Una riflessione sul modo in cui l’archeologia svela la materia nel presente. La materia, quindi, è il tema principale».

Venia Dimitrakopoulou decide di “sentire” attentamente ciascun luogo del suo lungo tour espositivo, creando appositamente nuove opere per rimanere “sintonizzata” con l’atto creativo, così come lei lo concepisce: «un processo continuo, un flusso in cui tutto è aperto all’inaspettato».

E così, per citare alcuni lavori esposti al Museo archeologico di Palermo, gessi, bronzi e pietre vulcaniche di Egina (isola dove ha sede lo studio dell’artista) diventano teste e volti, spesso dalla bocca semi aperta, di antichi guerrieri, eroi e semidei come nelle opere Agamennone (2005-2009) e Pelope (2009), accanto a Lance (2018) in marmo e ottone dorato che raccontano il passato dell’Egeo attraverso venature nascoste e si innalzano come baluardi, strumenti di difesa. In queste opere la materia prima determina il modellato estetico delle sculture che, a dialogo con l’ambiente in cui vengono presentate, mettono in risalto riferimenti storici e caratteristiche del luogo di provenienza, e raccontano così una sorta di storia personale che guida il visitatore nella loro contemplazione e interpretazione.

Le creazioni contemporanee di Venia Dimitrakopoulou si muovono infatti in costante equilibrio tra le ricerche moderne e l’estetica, i materiali e le tecniche tradizionali, passando dalla piccola scala alla monumentalità. Significativa in proposito l’imponente scultura Promahones, esposta presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene e rievocata a Palermo dalla serie fotografica Promahones - Ombre (2014). Composta da giganteschi dischi in acciaio inclinati, aperti alle estremità, come sottolinea Franco Fanelli «arricchisce enormemente il gioco d'ombre che queste opere possono proiettare, sdoppiandole, moltiplicandole».

Attraverso pietra, marmo, terracotta, metallo o carta, che si declinano al servizio di un nomadismo stilistico che va dalla scultura tradizionale all’installazione, dal video all’azione, dalla scrittura al segno grafico, l’artista investiga caratteristiche e comportamenti della materia, dando un respiro di vita alle figure e agli oggetti che ne nascono. Esemplificativo il video Zoodochos Pighi (Fonte di Vita, 2011), opera drammatica nel senso etimologico della parola, in cui le mani dell’artista si ergono a simbolo della forza generatrice della dimensione scultorea, in un incessante processo metamorfico di creazione e distruzione della forma.

Tutte le opere della Dimitrakopoulou hanno un profondo carattere antropocentrico e riflettono sul ruolo dell’esistenza umana nello spazio e nel tempo che l’artista sceglie di cogliere nella sua creazione, chiamando l’osservatore a partecipare dell’espressione artistica, a viverla come una relazione con se stesso, attraverso un’esperienza interiore, mentale e sentimentale. Emblematiche le serie su carta delle Vesti di Nesso e delle Linee di pensiero (entrambe del 2011) dove, attraverso la scrittura automatica sulla forma di un’antica tunica o di uno stendardo, traspare in diverse lingue la dimensione intima dell’artista, che libera i suoi sentimenti e pensieri per poi nasconderli parzialmente dietro ad una linea, quasi a cancellarli ma mai del tutto.

Le tre esposizioni di Venia Dimitrakopoulou nel nostro Paese rientrano tra le azioni del programma “Tempo Forte Italia - Grecia 2018”, iniziativa promossa dall’Ambasciata d’Italia ad Atene e sancita nel corso del Primo Vertice Intergovernativo tra Italia e Grecia, tenutosi il 14 settembre 2017 a Corfù, volta a favorire e sostenere il rafforzamento delle relazioni culturali tra i due Paesi del Mediterraneo, nel rispetto dell’equilibrio tra i vari ambiti culturali, dalla tradizione al contemporaneo, dal passato al futuro.

Accompagna tutte e tre le tappe della rassegna un esaustivo catalogo edito da Umberto Allemandi con testo introduttivo di Franco Fanelli.

Cenni biografici: Venia Dimitrakopoulou è una scultrice greca, nata e formatasi ad Atene, dove studia scultura presso l’Accademia di Belle Arti, si diploma alla Scuola Superiore di Arte Drammatica del Conservatorio di Atene, perfezionandosi poi presso l’Atelier Vivant de l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi.

Numerose le mostre personali e collettive in Grecia e all’estero, dove le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private.

Nell’inverno 2014-15 la sua scultura monumentale Promahones è presentata ed esposta nell’atrio del Museo Benaki di Atene, in occasione del quale è realizzata la pubblicazione “Venia Dimitrakopoulou – Promahones”, edita da Hatje Cantz; quindi nell’ottobre 2016 l’opera trova la sua collocazione nel cortile principale del Museo Archeologico Nazionale di Atene.

Nel novembre 2015 presenta la sua attività artistica nel quadro dei programmi educativi della Biennale Sessions di Venezia, in collaborazione con la sezione giovani del Fondo Ambiente Italiano (FAI) e la Fondazione Ellenica di Cultura-sezione Italia. I due incontri: “Immagini dalla Grecia contemporanea a Venezia” e “Intervista di Giorgia Florio a Venia Dimitrakopoulou” sono a cura di Caterina Carpinato e realizzati in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia unitamente alla galleria Artespressione di Milano di Paula Nora Seegy, dove nell’aprile 2016 inaugura la sua prima personale italiana dal titolo Selected works, a cura di Charis Kanellopoulou e Matteo Pacini.

Nel 2017 il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella le conferisce l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia in riconoscimento del suo contributo, attraverso il suo operato artistico, al rafforzamento dei rapporti tra Grecia e Italia.

Partecipa come membro attivo nel gruppo di lavoro di “Tempo Forte”, iniziativa culturale dell’Ambasciata italiana in Grecia, promossa a livello intergovernativo per consolidare e celebrare gli aspetti comuni delle identità dei due Paesi.

Attualmente vive e lavora tra la capitale greca e l’isola di Egina.

www.dimitrakopoulou.com

Coordinate mostra Palermo

Titolo Venia Dimitrakopoulou. Futuro Primordiale – Materia Mostra promossa da Fondazione Ellenica di Cultura, Italia A cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini Sede Museo archeologico regionale “Antonino Salinas”, Piazza Olivella 24, Palermo Date 16 novembre 2018 - 3 febbraio 2019 Press Preview giovedì 15 novembre, ore 11.30 Inaugurazione giovedì 15 novembre, ore 18 Orari martedì-sabato ore 9.30-18; domenica e festivi ore 9.30-13 Ingresso incluso nel biglietto del museo € 3,00, gratuito under 18 e ogni 1ª domenica del mese Catalogo edito da Umberto Allemandi con testo introduttivo di Franco Fanelli Info pubblico CoopCulture tel. +39 091 7489995 | www.coopculture.it

Mostre future Titolo Venia Dimitrakopoulou. Futuro Primordiale - Logos Sede Gallery della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino Date 22 febbraio - 31 marzo 2019 Titolo Venia Dimitrakopoulou. Futuro Primordiale - Suono Sede Civico Museo Sartorio e Castello di San Giusto, Trieste Date 12 aprile - 14 giugno 2019

Ufficio stampa IBC Irma Bianchi Communication Tel. +39 02 8940 4694 - 02 8940 0732 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it" ["post_title"]=> string(28) "FUTURO PRIMORDIALE - MATERIA" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(6) "closed" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(63) "selected-works-2-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2018-11-08 19:04:19" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2018-11-08 18:04:19" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(110) "http://www.artespressione.com/blog/2018/11/08/selected-works-2-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2/" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [47]=> object(WP_Post)#6712 (24) { ["ID"]=> int(14140) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2018-11-23 18:45:25" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2018-11-23 17:45:25" ["post_content"]=> string(2062) "

Mauro Balletti torna ad esporre presso la galleria ARTESPRESSIONE di Paula Nora Seegy a Milano, con una selezione di nuovi lavori. La mostra, a cura di Matteo Pacini, inaugurerà giovedì 29 novembre 2018 alle ore 18.00 ed è inserita nel contesto di GALLERIE APERTE 2018, un’apertura serale straordinaria delle gallerie del distretto 5 VIE con un programma di brevi talk sull’arte contemporanea.

Pittore, scultore, fotografo di moda e di pubblicità, regista di video musicali e dal 1973 autore della copertine di Mina, Mauro Balletti è tutto questo e molto altro.

La maestria nel disegno, l’eleganza del tratto e la sua immancabile ironia fanno di lui un artista eccentrico e raffinato, a sé stante e immune alle tendenze che periodicamente influenzano il variegato panorama dell’arte contemporanea. Il suo stile, personalissimo e definito è un segno distintivo e la velocita del gesto, con il quale tratteggia i suoi morbidi personaggi, è frutto di un esercizio continuo che lo rende artista prolifico e generoso.

Nella mostra a cura di Matteo Pacini, la seconda presso la galleria ARTESPRESSIONE di Milano, dal 29 novembre al 20 dicembre 2018 l’artista milanese presenterà una serie di nuovi lavori principalmente su carta, provenienti dal suo mondo parallelo, a metà tra fantasia e quotidiano che, con tocco da maestro, Balletti rende straordinario.

Informazioni

ARTESPRESSIONE Via della Palla 3, 20123 Milano www.artespressione.com T: 0039 329 9648086 E:artespressione@gmail.com

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